Cosa accadrà quando i mercati inizieranno a scendere e si scatenerà un temporale?

 

Non so se accadrà fra sei mesi, un anno o cinque anni, ma so bene che ciclicamente accade, e che è naturale perché le fasi di discesa fanno parte dei mercati.

Io vorrei che prima o poi accadesse quanto è successo con la meterologia o con la medicina

Qualche centinaio di anni fa, se c’era un periodo di siccità o una pestilenza, la gente cercava una persona (guarda caso una donna) e la bruciava sul rogo come colpevole.

Pratica terribile, quanto inutile ed idiota. Non serviva a nulla ma li faceva sentire meglio, dava illusione di controllo.

L’uomo preistorico fuggiva terrorizzato davanti al fuoco, pensando ad un demone o qualcosa di simile, poi imparò che poteva essere utile, e volgerlo a suo favore.

Oggi si è capito che le siccità e le malattie sono fenomeni naturali e ciclici, e si è scelto di organizzarsi di conseguenza, invece di cadere nel sonno della ragione.

E si è capito che il fuoco, usato nel giusto modo, può essere molto utile, e che non è un demone.

Vorrei accadesse la stessa cosa in finanza, la divulgazione dovrebbe servire a questo..

Le fasi di calo sono opportunità, e vanno affrontate con la preparazione e la ragione.

Anche quando la stampa farà piovere il terrore e l’irrazionalità sulle vostre menti.
Preparate la nave e tenete la barra dritta, anche quando la paura busserà alla vostra porta.
Detto con tutta l’umiltà di questo mondo, sarebbe questa una vera vittoria per chi passa gran parte del suo tempo a fare divulgazione.

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Perchè costruire l’arca non è sufficiente

Un saggio disse che: “non conta predire la pioggia , ma conta costruire l’ arca”

E’ vero ma non basta.

L’arca è fondamentale. Ma poi bisogna saperla guidare (ed è lavoro nostro, come addetti ai lavori)

Il motivo per cui insisto tanto (troppo?) sulla cultura da trasferire ai risparmiatori è che l’arca diventa inutile (e pure il marinaio) se alle prime onde i passeggeri saltano in acqua per sfuggire a Nettuno e si fanno mangiare dagli squali.

Ai tempi di Noè gli animali erano nelle gabbie, i risparmiatori invece sono liberi (per fortuna) e se non hanno capito e condiviso diventeranno mangime come in passato.

E’ solo uno dei tanti esempi per cui sostengo spesso che l’attività di gestione del tuo portafoglio non è una attività che si possa delegare completamente ad un professionista.

Molte attività sono delegabili, anzi, è consigliabile delegarle.

Però non tutte.

Qui entra in gioco l’educazione/alfabetizzazione/cultura/divulgazione (chiamatela come vi piace di più) a favore dei risparmiatori.

Che si devono fare protagonisti, non spettatori

Qualche tempo fa un risparmiatore mi chiese quale fosse il miglio investimento dell’anno. Qua puoi trovare la mia risposta, di cui sono un fermo sostenitore ancora oggi.

Articolo: Qual è il migliore investimento del 2014?

Se hai piacere di approfondire e diventare protagonista nella gestione dei tuoi risparmi, perché non ami delegare, o perché vuoi capire meglio COME e A CHI delegare puoi scoprire il mio metodo e il mio pensiero CLICCANDO QUI

Fabrizio Monge, consulente e divulgatore finanziario – Savigliano CN

Stai con Warren o con Bernie?

Stai con Warren o con Bernie?

Investire sul lungo periodo vuol dire “mettere le mani avanti?”

Serve subito

Lo pensano in molti, forse perchè il “lungo termine” era la scusa del loro consulente per non aver mantenuto delle promesse da marinaio nel breve termine, magari credeva di essere un fenomeno e poi ha scoperto di essere un comune mortale…

La “colpa” non è del risparmiatore, ma di chi divulga teorie false, con lo scopo di recuperare qualche cliente e mettere insieme il pranzo con la cena.

Vediamo… Alcune note citazioni, di uno che proprio scemo non è.

“Acquisto come se dovessero chiudere la borsa domani e non riaprirla più per i prossimi cinque anni.” Warren Buffett

“Bisogna essere pazienti, non si può avere un bambino in un mese mettendo incinta nove donne” Warren Buffett

Bene, quindi?

Quindi occorre entrare nell’ottica che si investe solo denaro “paziente”, quel danaro che puoi permetterti di non utilizzare nei prossimi anni.

E’ una cosa per tutti?

No, affatto.

Cosa devi fare se il denaro che possiedi può servirti tutto, improvvisamente, nei prossimi anni, quando magari non conviene prelevarlo perché sei in perdita e non puoi aspettare?

Semplice, non devi investire. Devi lavorare ed accumulare, o investire di meno.

Brutto? Triste? Vecchio? ….. OVVIO!

Se poi cercate qualcuno che vi garantisca performance sempre crescenti e regolari, senza alcuna fase di calo… Accomodatevi.
Ma guardate prima la foto in basso… E rifletteteci su

La fuori troverete molta gente che non aspetta altro che garantirvelo. C’era un certo Bernard Madoff che ci è riuscito per un po’. Poi (il 29 giugno del 2009) è stato condannato a 150 anni di prigione per una delle più grandi truffe di tutti i tempi.

La leggenda di Bernie è durata per anni al punto da essere soprannominato “la cambiale ebraica” a causa della sua affidabilità e della sua regolarità nel pagamento… Per un po’

Quindi ne dovete trovare un altro che vi garantisca che “sale sempre” Perchè Bernie sta prendendo il sole a striscie.

Non Warren, perché nemmeno lui ci riesce, e lo ammette.

Ma non sarò io. Perdo un cliente potenziale ma almeno evito di fare danni.

Io sto con Warren e se non posso investire denaro paziente, non investo.

#realeconomyrocks

WarrenVSBernie

La teoria dell’ horror vacui e dei sassi nel macchinario

horrorvacuiHorror vacui è una locuzione latina che significa letteralmente terrore del vuoto, concetto conosciuto in psicologia come cenofobia. [Fonte Wikipedia]

Come sempre riporto spunti di quello che vedo accadere in me e nelle persone con cui ho a che fare (purtroppo quasi sempre solo per lavoro); non si tratta di teorie con valenza generale, ma soltanto di semplici esperienze personali che credo possano essere utili a qualcuno.

Nella mia esperienza ho constatato come ci siano pochissime persone in grado di sopportare il “vuoto informativo”

Quando si ha a che fare con un argomento “mainstream”, ovvero un argomento che va per la maggiore, tutti vogliamo farci una nostra idea della situazione.

Immigrazione, finanza, politica, economia etc sono argomenti che pochissimi riescono ad ignorare.

Proprio perché la nostra mente ha il terrore del vuoto.

E quando non abbiamo qualcosa di intelligente da mettere dentro a questi “slot” automaticamente questi si riempiono di merda.

Alcuni credono che vada bene così.

Ad esempio: posso avere idee stupide sulla gestione del denaro perché tanto sono povero, quindi chi se ne frega.

Altro esempio: posso avere idee strampalate sulla medicina, tanto sono sano ed è solo un argomento da bar… inutile approfondire, basta avere qualcosa da dire.

Purtroppo queste idee create con distrazione e senza consapevolezza alcuna sono come dei piccoli sassi che girano all’interno di un macchinario complesso.

Come degli emboli che girano nel nostro sistema circolatorio.

Possono continuare a girare per un tempo indefinito e magari non dare problemi in eterno.

Oppure possono incastrarsi da qualche parte e far saltare in aria tutto il sistema; come un piccolo sasso invisibile e inoffensivo che finisce nel motore di una Formula 1 e manda in pezzi un sistema perfetto.

Sarebbe bello poterci occupare solo di ciò che ci riguarda, ma il nostro cervello non funziona così.

Quello che lasciamo vuoto, nella maggior parte dei casi, si riempie di sassi.
Per questo credo che la divulgazione abbia un ruolo fondamentale.

Perché, come dice il mio amico Daniele Bernardi: “La cultura è l’unico bene che condiviso accresce la ricchezza dei partecipanti”

Anatomia della sfortuna [o altro?]

Da una analisi dei dati riportati su materiale ufficiale di alcune delle maggiori istituzioni finanziarie mondiali emerge questo quadro sconfortante.

Nella prima parte sono riportati i risultati delle principali categorie di investimento a livello mondiale a disposizione dei risparmiatori

Nella seconda, invece, il risultato effettivamente ottenuto dalla media degli investitori nello stesso periodo.

Non ti tratta del rendimento “dichiarato” dagli investitori. Si tratta proprio del risultato reale, ottenuto analizzando i veri movimenti di migliaia di investitori.

(Notare che la statistica non è fatta solo sui piccoli risparmiatori, ma anche su istituzionali e “pezzi grossi”)

1997-2016

Come è possibile che l’uomo sia riuscito a fare peggio di tutte le classi di investimento che aveva a disposizione?

Interessante considerare che investendo con il “lancio della moneta” si sarebbe fatto molto meglio.

Infatti – statisticamente – si sarebbe ottenuto un risultato molto vicino alla media delle categorie elencate.

Idem se i risparmiatori avessero acquistato una qualunque delle categorie di investimento e la avessero mantenuta senza toccare nulla.

Come si spiega il fatto che gli investitori – mediamente- siano riusciti a sbagliare così tanto e così sistematicamente?

Chi scrive è persuaso che la risposta sia da ricercare nel fatto che i mercati siano contro-intutitivi.

Ovvero che la testa e le emozioni ci diano mediamente indicazioni errate nella gestione dei nostri investimenti, a causa di alcune “trappole” installate nel nostro sistema decisionale.

Nell’articolo che ho scritto per l’ultimo numero di Investors’ magazine (che uscirà a fine settembre) ho provato ad analizzare alcune delle trappole cognitive che ci portano ad agire in questo modo per cercare di scoprire come si possa fare per conoscerle e gestirle.

Il problema più grande consiste nel trovare il modo efficace di divulgare questi concetti ai risparmiatori, perché fin quando leggono solo gli addetti ai lavori serve a poco.

Ho parecchi progetti in merito, ma si accettano suggerimenti.

Fabrizio Monge – fabrizio.monge@gmail.com