Una sfida alle case di gestione.

La pagina Facebook #frontieraefficiente è sempre fonte di spunti interessanti.

Vi riporto qua la discussione in oggetto per non dover riscrivere tutto, in modo che possiate anche vedere i commenti che verranno aggiunti successivamente.

 

Il punto che mi sta a cuore sostanzialmente è questo qua:

non da consulente, ma da investitore, condivido in pieno il ragionamento sugli strumenti passivi nel portafoglio core.

Vedo che molti degli strumenti attivi che vengono proposti come “best in class” sono semplicemente strumenti ad alto beta, e di conseguenza hanno tratto giovamento da un mercato rialzista. (vedi i MS di cui parlate nei commenti, che mi hanno dato grosse soddisfazioni)

Già immagino quelli che saranno portati in palmo di mano in una eventuale fase ribassista prolungata (quelli a basso beta, ovviamente) (Stable Equity di una nota casa nordica va come il lupo nelle fasi ribassiste)

Così però è troppo facile, questo metodo di valutazione “ex post” è molto utile a noi come consulenti per fare marketing, ma agli investitori (che siamo sempre noi, o alcuni di noi) serve a poco (salvo essere in grado di prevedere il futuro, ma le mie evidenze in tal senso non sono incoraggianti)

Troverei, sempre da investitore, molto utili degli strumenti attivi che si propongano l’obiettivo di creare convessità, invece di inseguire la performance. L’obiettivo di creare convessità è più realistico e controllabile di quello di battere il benchmark e oggi è presidiato quasi esclusivamente da prodotti che espongono a rischi di controparte importanti.

Fonte immagine: https://www.slideshare.net/OliverDamian/antifragile-how-to-thrive-in-extremistan
Fonte immagine: https://www.slideshare.net/OliverDamian/antifragile-how-to-thrive-in-extremistan

Per approfondire il concetto di convessità vi riporto un video di Nassim Nicholas Taleb (E’ in inglese ma riassume alcuni concetti presenti nel saggio “Antifragile” che consiglio a tutti e c’è anche in italiano)

Oggi ci sono pochi strumenti in tal senso (non li cito per non fare pubblicità) ma sarebbe un buon driver per portare valore aggiunto sia ai gestori che agli investitori.

Chissà che qualche casa di gestione legga e colga la sfida.

Fabrizio Monge.

Domande? Curiosità? Contattami con il form che trovi qua sotto!

Diamanti e investimenti? [Come si costruisce una trappola]

Il Corriere rilancia una questione che ha tenuto banco il mese scorso, una specie di trappola per generare commissioni dalla clientela sfruttando dei noti errori comportamentali.

La trappola funziona così:

– I diamanti sono un bene rifugio noto dall’antichità che affascinano con il loro splendore e la loro purezza?

– SI.

– Il sistema finanziario è ritenuto da una grande fetta della popolazione (con ragione) molto complesso ed insidioso?

– SI

– I diamanti sono il nuovo eldorado che garantisce a tutti stabili e ingenti profitti indipendentemente dai mercati finanziari?

NO, proprio per niente.

Tuttavia chi ha risposto si alle prime due domande può essere facilmente manipolato ad investire in un contratto costoso e per nulla trasparente che ha come oggetto i diamanti.

Si utilizza una esca piena di carica emozionale (come diamanti, oro, immobili in località esotiche, criptovalute, settori azionari etc) per costruirci sopra una trappola piena di commissioni che evidenzi solo la faccia buona della medaglia.

A casa mia si chiama truffa, forse ora anche a casa di qualche banchiere.

Lettera aperta al Ministro Pier Carlo Padoan

LETTERA APERTA
[Inviata al Ministero dell’Economia e delle Finanze in data 12.07.2017] 

 

Lettera ApertaMitt. Fabrizio Monge

Via Cavallermaggiore, 5

12030 Monasterolo di Savigliano (CN)

 

Alla Cortese Attenzione del Dott. Pier Carlo Padoan

Ministro dell’Economia e delle Finanze

 

 

Egregio Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan,

faccio seguito al Suo intervento del 27 Giugno 2017 sulla testata IL FOGLIO pubblicata sul sito istituzionale del Ministero. (Riporto il link a titolo di promemoria http://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/article.html?v=/ufficio-stampa/articoli/2014_2018-Pier_Carlo_Padoan/article_0196.html)

Le scrivo per segnalarLe una questione che reputo di fondamentale importanza per la crescita e la prosperità del Paese.

Nell’ inviarLe questa missiva mi accollo l’onere e l’onore di lanciarLe una sfida.

Nel mio ambiente vengo spesso etichettato come un “bastian contrario” non si sorprenda quindi di trovare questo spunto bizzarro e diretto.

Posso immaginare che a causa del Suo incarico istituzionale sia abituato a ricevere segnalazioni e missive in grande quantità, tuttavia Le chiederei di soffermarsi su questa lettera, che ritengo possa darle uno spunto di riflessione per fare un gesto importante per i risparmiatori italiani.

Lei, come uomo di Stato, è abituato a rapportarsi con gli aspetti più formali delle questioni legate al risparmio privato, molte mi riguardano in prima persona a causa della mia professione.

Rischio di essere banale nel confermarLe che spesso le intenzioni del Legislatore si scontrano con una rete di rigidità e di burocrazia che tendono ad annullarne i benefici e ad essere interpretate per lo più come ulteriori e antipatici adempimenti.

Mi rendo conto che tuttavia nella Sua posizione all’ interno dell’Esecutivo possa essere difficile dialogare con la gente comune.

Quello che Le vorrei proporre è una mossa difficile e coraggiosa: difficile perché forse non arriverà nemmeno a leggere queste righe che le mando, coraggiosa perché nella sua posizione potrebbe rischiare di fare uno sgarbo all’industria finanziaria e bancaria; per questo ho scritto che si tratta di una sfida.

In passato abbiamo assistito a diversi episodi in cui uomini di Stato decisamente in vista sono intervenuti dispensando quelli che sono stati interpretati come consigli di investimento che hanno creato più danni che vantaggi per i risparmiatori, rafforzando l’idea che investire consista nel fiutare un buon affare ed approfittarne.

Non mi interessa accusare chi lo ha fatto, sappiamo entrambi a cosa mi riferisco.

Non sono principalmente contrariato per quello che è stato, ma per l’occasione che è andata perduta: quella di essere veramente utili per i risparmiatori italiani, perdendo tempo a mettersi inutilmente in mostra.

Quello che Le sto chiedendo (rispettosamente) di fare è di calarsi per un istante nei panni dell’uomo comune, quello che voi chiamate “il risparmiatore”

Durante mio lavoro “per strada” vedo ogni giorno portafogli che sono gravemente affetti da malattie potenzialmente letali: concentrazione, correlazione, scarsa diversificazione, concavità, inefficienze, costi ingiustificati e scarsa trasparenza.

Concentriamoci solo sulle questioni più facili da comprendere; se la buon’anima di Pareto vorrà aiutarci raggiungeremo un grande risultato con un piccolo sforzo; vorrei quindi focalizzarmi sulla concentrazione dei portafogli.

Francamente ho sperimentato che spesso il risparmiatore spesso NON è in grado di distinguere un consiglio utile da una fesseria, non è il suo mestiere e troppo spesso non ha gli strumenti per stabilirlo;

però possiamo giocare sul principio di autorevolezza, grazie alla carica che ricopre.

Il dialogo interiore di un risparmiatore sarà più o meno questo: “se il Ministro dell’Economia dice queste cose, probabilmente un pensiero ce lo devo fare”

Per introdurre la questione in questi giorni si può cogliere l’occasione del “salvataggio delle Banche Venete” ma in realtà è un pensiero che nasce molto più da lontano.

Parlo delle Banche Venete perché ritengo incredibile che nel 2017 si sia costretti a caricare il costo del salvataggio dei senior sulle spalle dei contribuenti per evitare il disastro ad alcune famiglie, per quanto il suo intervento sopra citato abbia addotto valide motivazioni.

Non voglio dirLe come fare il Suo lavoro. Voglio dire che il problema non si dovrebbe porre, visto che gli importi in gioco sarebbero relativamente esigui se i risparmiatori avessero imparato ad eliminare il rischio specifico dai loro portafogli evitando di riempirsi le tasche delle obbligazioni proposte dalle loro banche.

Purtroppo la situazione riguarda tutto il territorio italiano, in modo più o meno marcato.
Tutto ciò espone il nostro Paese a rischi sistemici che sarebbero evitabili facilmente, e le famiglie italiane al rischio di trovarsi in difficoltà senza motivo.

Si tratta di parlare in modo chiaro e semplice, non per raccontare che sia giunto il momento di acquistare qualche titolo energetico sul listino italiano, oppure per raccontare che una compagnia di bandiera è stata risanata, ma per lanciare un messaggio che sarebbe davvero significativo, vista la Sua posizione.

Sappiamo bene che le condizioni attuali non consentiranno allo Stato di venire in soccorso ai risparmiatori in eterno (e viene detto spesso), ma soprattutto sappiamo anche che la maggior parte dei portafogli dei nostri connazionali non è in grado di affrontare questo nuovo paradigma senza soccombere con conseguenti situazioni di miseria e instabilità sociale (e questo NON ha, a mio avviso, il giusto risalto)

Si tratta di dire esplicitamente: “Ragazzi cari, avete dei portafogli pericolosamente concentrati sugli strumenti di debito emessi dai vostri istituti bancari di fiducia e non potete permettervelo perché il mondo sta diventando difficile e quei soldi vi servono per mandare avanti le vostre famiglie. Stanno finendo i tempi in cui lo Stato salvava tutti e provvedeva a mantenervi quando si diventava anziani. Dovete diversificare, dovete spezzattare il rischio il più possibile, dovete iniziare a pensare che quando le cose vanno storte il vostro patrimonio deve stare in piedi da solo, perché non possiamo continuare a caricare di debiti i vostri figli per salvarvi dalla vostra imperizia. Non ci sono più fiches da giocare. Ora si fa sul serio, è il momento di evolverci, come risparmiatori, nessuno può farlo per noi.”

 

Sono convinto che saprebbe interpretare questa parte in modo consono alla sua posizione, probabilmente sarà costretto a rendere il discorso meno ruvido, ma il senso penso sia abbastanza chiaro.

Ritengo che non possano farlo altri con lo stesso impatto, e che non ci sia nulla che possa fare di più utile per il Paese.

So bene che poter contare su cittadini che dispongono di un patrimonio solido e diversificato non risolverebbe alla radice tutte le implicazioni di una crisi bancaria incontrollata.

Potremmo però evitare di subire il ricatto psicologico di un sistema che utilizza denaro dei contribuenti per sanare posizioni create dal malaffare, nascondendosi dietro l’alibi di dover venire incontro alle esigenze dei risparmiatori.

Politicamente parlando ho posizioni piuttosto libertarie e non sto scrivendo a Lei per rivolgermi alle istituzioni.  

Le scrivo piuttosto per rivolgermi ad un Individuo che ricopre una posizione che consente di raggiungere con poco sforzo un numero di persone elevatissimo.

E’ una differenza sottile, ma confido che saprà coglierla.

La mia scarsa fiducia nella politica non mi impedisce di credere che al di là del potere, dei benefici economici e della fama, una persona come Lei non abbia una fiamma nel cuore che La spinge a fare un gesto coraggioso che potrebbe significare la salvezza per migliaia di famiglie italiane.

Confido in un riscontro e la ringrazio per il tempo che mi ha dedicato, sperando che colga la mia sfida e che mi illustri il Suo pensiero su quanto sopra esposto.

Distinti Saluti

Savigliano 28.06.2017

                                                                   Fabrizio MONGE

 

Questa lettera viene inviata contestualmente al Ministro Pier Carlo Padoan per il tramite dell’ufficio stampa del ministero e ad alcune testate giornalistiche a diffusione nazionale, nella speranza di ottenere un riscontro e di sensibilizzare i risparmiatori italiani su questo tema così importante e scottante.

Se hai piacere di condividerla sui tuoi canali social (Facebook, Linkedin, etc…), in modo da dare maggiore risalto a questa iniziativa, trovi i pulsanti di condivisione al fondo dell’ articolo. Ti ringrazio e sono felice di poter contare sul Tuo aiuto per portare avanti questa battaglia.

Sarà mia cura aggiornarvi tramite questi canali sulle eventuali reazioni alla mia missiva.

Recuperare le perdite e le minusvalenze in borsa e nei tuoi investimenti.

Domanda inviata da F.T. di Cuorgnè (TO)

Buongiorno Fabrizio.

Avrei necessità di una tua opinione in merito alle minusvalenze che ho accumulato con operazioni di borsa che si sono rivelate errate.
Ho iniziato ad operare 3 anni fa ed oggi mi ritrovo 15.000,00 euro di perdite sui miei investimenti (ammontare complessivo attuale 78.000,00 €) che vorrei tentare di recuperare.

Purtroppo mi sono rivolto a professionisti che mi hanno garantito un recupero rapido e di riportare il mio investimento finanziario in guadagno in breve tempo, io mi sono fidato ed ora sono messo peggio di prima, con delle perdite maggiori.

Esistono delle strategie efficaci per recuperare le perdite in borsa ed porre rimedio alle minusvalenze sui miei investimenti?

Grazie Francesco per la tua domanda. Come ti ho scritto pubblico la risposta sul mio blog perché penso che possa essere un argomento utile a molti risparmiatori (oscurando i tuoi dati personali, ovviamente, come da intese)

.
Recuperare le perdite subite in borsa, rimediare ad investimenti che si trovano in perdita, gestire le minusvalenze, è in assoluto il tema più gettonato tra quelli che mi vengono richiesti dai lettori.

Forse la ragione è semplicemente che un investitore va a cercare risposte ed informazioni proprio quando sta perdendo, o quando ha accumulato perdite che vorrebbe recuperare.

Del resto le saggezza popolare afferma che chi sta bene non si muove 😀

 

LA TUA SITUAZIONE E’ SPESSO FONTE DI BENEFICI INASPETTATI.

Non sono impazzito.

Quando un risparmiatore va alla ricerca di soluzioni per recuperare le perdite subite sui mercati finanziari in realtà sta facendo quello che dovrebbe iniziare a fare qualsiasi investitore:

IMPARARE AD INVESTIRE BENE.

Non c’è nessuna differenza, a livello di strategia finanziaria, tra investire una somma che si trova sul conto corrente oppure mettere le mani su una posizione compromessa da investimenti errati che hanno causato delle perdite.

( Ci sono però dei particolari accorgimenti da adottare quando ci si occupa di prendere in mano un portafoglio in perdita ed aiutare l’investitore a recuperare. A livello operativo sono dettagli che fanno tutta la differenza di questo mondo) 😉

L’ OBIETTIVO DI OGNI INVESTITORE E’ GUADAGNARE IL PIU’ POSSIBILE RISCHIANDO IL MENO POSSIBILE.

Quindi, prima inizi a considerare il valore dei tuoi investimenti attuali come denaro contante e meglio è.

Eviterai di compromettere oltre la tua posizione e affidarti a personaggi senza scrupoli che aspettano solo te, e quelli che come te si trovano con perdite da recuperare, per propinare loro sistemi miracolosi che portano spesso al disastro finanziario.

Ovviamente è difficile uscire dalle trappole psicologiche che circondano l’investitore alla ricerca di “recupero” e di “rivalsa”

 

QUINDI NON ESISTE UNA SOLUZIONE DEDICATA AGLI INVESTITORI CHE HANNO NECESSITA’ DI RECUPERARE LE PERDITE NEGLI INVESTIMENTI?

Al contrario, la soluzione c’è. E vanta una notevole serie di successi pratici non indifferenti.
Ovviamente, come tutte le cose serie che mi è capitato di conoscere, richiede un certo sforzo e l’applicazione di un metodo professionale e dettagliato.
Per questo motivo abbiamo predisposto una metodologia scientifica ed estremamente pratica per assistere i risparmiatori che si trovino in questa delicata situazione.

Ti dico subito che se stai cercando:

– Miracolose tecniche di trading online
– Arricchimento rapido e senza rischi

– Sistemi motivazionali per accettare la tua situazione con “atteggiamento zen”

SEI NEL POSTO SBAGLIATO.

Lo scopo della nostra soluzione si basa invece su presupposti molto più pratici e meno commerciali.

In sostanza abbiamo creato una metodologia efficiente, attingendo dagli insegnamenti dei migliori investitori mondiali (investitori, non traders) e della mia personale esperienza ventennale nel settore, per gestire le posizioni in perdita.

Nel descrivertela voglio già darti degli spunti operativi per iniziare ad agire nella maniera corretta, in modo che quando avrai letto l’articolo avrai già degli spunti da mettere subito in pratica.

COME FUNZIONA IL NOSTRO METODO PER ASSISTERE I RISPARMIATORI CHE DEVONO RECUPERARE PERDITE IN BORSA:

– Analizziamo il portafoglio attuale ed il suo livello di rischio con parametri qualitativi e quantitativi
– Analizziamo la situazione attuale dei titoli e fondi in portafoglio
– Proponiamo al risparmiatore le modifiche da apportare per ottimizzare il portafoglio attuale
– Seguiamo il nuovo portafoglio in tempo reale con continuità

In cosa siamo diversi dagli altri:

➤ Rispetto per il portafoglio del cliente (il difetto nascosto della consulenza standard, leggi bene)

Quando chiami qualcuno a sistemare il tuo portafoglio dalle perdite che hai subito in borsa, normalmente accade che ti venga proposto di vendere in blocco tutto quello che hai acquistato e di sostituirlo con il loro portafoglio consigliato.

Ti sei mai chiesto perché?

La ragione è una questione di business.

La società di consulenza, specialmente se opera sul web, ha alcuni portafogli standard da proporre, in modo da limitare il più possibile i propri costi di ricerca e massimizzare i suoi profitti.

Sarebbe infatti un costo per loro entrare nel dettaglio di ogni tua singola posizione ( in utile o in perdita, non importa) ed analizzarla.

Al contrario noi riteniamo che assistere un risparmiatore, tanto più se deve recuperare una perdita o una minusvalenza, significhi anche valorizzare le scelte fatte, qualora corrette, e non buttare il bambino con l’acqua sporca.

➤ Efficienza nella gestione fiscale

La creazione di un portafoglio personalizzato è basata anche sull’ utilizzo della “leva fiscale”

E’ fondamentale infatti utilizzare le perdite che hai subito come credito di imposta per rendere la gestione più efficiente e performante.

La normativa fiscale non è semplicissima per un investitore fai da te, per questo è necessario applicare un metodo che consenta di utilizzare tutte le risorse a nostra disposizione per recuperare le perdite subite e produrre nuovi utili in modo efficiente.

Ok, La teoria è finita. Se hai apprezzato e compreso quanto hai letto fino ad ora puoi contattarmi ed approfondire il metodo che stiamo utilizzando con successo.

Ovviamente il primo contatto è GRATUITO ed è estremamente OPERATIVO. Una volta apprezzato il metodo e la sua completezza potrai decidere, in piena autonomia, SE acquistare un servizio personalizzato e, nel caso, valutare la versione più conveniente per la tua situazione e le tue capacità patrimoniali.

Ti aspetto!

Fabrizio Monge – Consulente Finanziario

 

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Governo vara il decreto “Salva Montepaschi”

Mi fa piacere non dover vedere gente con gli striscioni rossi in mano, la maglia del Che Guevara e le Hogan ai piedi sfilare sotto Montecitorio.

PERO? C’è un però..

Arriverà quel giorno in cui dovrete imparare a fare business vero e sarebbe meglio imparare a lavarsi e vestirsi da soli nel frattempo.

(Volevo usare un’altra espressione, che ha a che fare con una funzione fisiologica meno nobile, al termine della quale è opportuna una operazione di toelettatura – vedi foto)

I SOLDI DEGLI ALTRI PRIMA O POI FINISCONO, diceva un saggio. (magari non finiscono ma gli altri ti mandano affanculo – – aggiungo io)

cartaigienica

Approfitto però per raccontarti una storiella [so che ti piacerà se avrai la pazienza di leggerla fino in fondo]

Si, di notte dormo poco e scrivo (risparmiate le battute su attività alternative da praticare in quella fase)

C’era un tizio, quando andavo a scuola, che non faceva i compiti a casa. Mai. Era proprio un sistema di vita, il suo.

Non era in classe con me e non chiedetemi chi fosse, tanto non ve lo dirò – non è importante.

Quello che conta, come vedrai dopo, è che frequentava una piccola scuola di provincia – – dove essere belloccio, spigliato e figlio di un manager e di una impiegata del catasto ti faceva apparire quasi un semidio.

Per sua fortuna era (appunto) un tizio molto popolare e non mancava mai chi gli facesse copiare i compiti qualche ora prima di entrare in classe, così riusciva sempre a salvarsi e la sua carriera scolastica, non brillante, procedeva in modo abbastanza normale, anche grazie ad una intelligenza fuori dalla media (va ammesso)

Un giorno i suoi genitori decisero di trasferirsi in un’altra città (per motivi di lavoro) e ovviamente portarono il figlio con loro…

CAMBIAVA IL CONTESTO.

Nella nuova scuola il nostro ragazzo immagine, prima idolo delle folle, era diventato uno qualunque.

“Questione di tempo” pensava il giovanotto, “tra qualche mese tornerò a far baldoria e troverò qualche sfigato disposto a fare i compiti per me”

Ora, il nostro giovane di belle speranze non aveva considerato un aspetto..

La nuova scuola in cui era finito era un istituto di dimensioni 20 volte superiore a quello precedente; con i suoi personaggi popolari, le sue gerarchie, i suoi miti ben consolidati.

PER FARLA BREVE

Nell’ arco di due anni riuscì nell’ ardua impresa di farsi bocciare due volte, andò in depressione e si persero le sue tracce.

 Non era abituato a “fare i compiti”

 Era abituato ad essere interrogato dagli insegnanti con largo preavviso, dato che tutti, più o meno, lo avevano preso in simpatia

 Non aveva imparato ad arrangiarsi nelle situazioni complicate—il suo schema: non faccio nulla tanto poi mi salvano la pelle – funzionava troppo bene per essere messo in discussione.

asino

Ma che c’entra questo con la vicenda delle banche italiane?

C’entra eccome – i più smaliziati avranno capito bene dove vado a parare 😀

A forza di salvataggi pubblici (con soldi nostri) le banche e le imprese italiane (soprattutto quelle grandi e strategiche) si sono abituate a gestire i propri business in modo distorto

Lo schema è questo:

se fai utili te li metti in tasca
se fai un casino e ti trovi sull’ orlo della bancarotta arriva qualcuno a salvarti (con i soldi degli altri)

Quello che molti non colgono è che lo stesso schema è stato impiantato nella mente dei risparmiatori:

Il dialogo interiore di molti RISPARMIATORI è più o meno questo: “bravi scemi! Spendete soldi in consulenze e formazione, perdete tempo a cercare di investire dove l’economia è solida. Siete degli imbecilli perché io porto a casa le grasse cedole delle obbligazioni bancarie più redditizie, tanto interviene lo stato e non perderemo un centesimo!”

Quelli bravi chiamano questo processo Moral Hazard (azzardo morale)

Ora, tutto questo questo ragionamento è filato liscissimo, e io non sono affatto invidioso.

A livello emotivo mi fa piacere non dover vedere gente con gli striscioni rossi in mano, la maglia del Che Guevara, le Hogan ai piedi sfilare sotto Montecitorio.

Peraltro Abbiamo fatto numeri ben superiori investendo in modo diverso, dove l’economia è sana e la gestione è “alla vecchia maniera”

Quello che vorrei portare alla tua attenzione è che la – scuola della grande città – si chiama mercato globale e prima o poi ci si dovrà abituare all’ idea di diventare un minimo competitivi.

💣 Arriverà quel giorno in cui quelli belli e fighi da salvare saranno altri e sarebbe meglio imparare a lavarsi e vestirsi da soli. (Volevo usare un’ altra espressione, che ha a che fare con una funzione fisiologica meno nobile, alla fine della quale è necessaria una operazione di toelettatura)

Farà MALE, farà MALISSIMO.

Cerca di muoverti in tempo, inizia a prenderti cura delle tue finanze.

 

Forse sarebbe meglio muoversi in tempo anche per mandare un messaggio chiaro al mercato, doloroso ma non mortale, che il vento sta cambiando e che non ci sono i soldi per salvare tutti per sempre.

I SOLDI DEGLI ALTRI PRIMA O POI FINISCONO, diceva un saggio. (magari non finiscono ma gli altri ti mandano affanculo, aggiungo io)

L’alternativa è un tessuto economico incapace a gestirsi in autonomia che cadrà come un castello di carte alla prima vera prova che si troverà ad affrontare senza i soldi degli altri.

Se non sapete cosa regalare a Natale, il libro ANTIFRAGILE di Nassim Nicholas Taleb è un’ ottima idea.

Buon Natale!

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Pianificazione e giardinaggio [quello che mi hanno insegnato le piante sul lungo periodo]

Oggi sono preso con le storie sulle piante e il giardinaggio.

Voglio raccontarvi questo aneddoto.

Un giorno, in visita ad un cliente di una certa età, appassionato di giardinaggio, gli chiesi: “cosa stai coltivando in questo periodo?”

Lui, con fare distratto (stava preparandomi il caffè) mi disse “mah .. solite cose.. insalata, zucchine, pomodori…”

Parlammo d’altro per un po’, di borsa, politica, questioni di cronaca locale.

Mi raccontò che suo figlio era passato a trovarlo in quei giorni e che gli aveva portato dei biscotti tipici di una certa zona della Lombardia, e che voleva farmeli assaggiare.

Suo figlio aveva 42 anni e da tre anni conviveva con la compagna in un’altra città.

Ad un certo punto, quando nemmeno stavo più pensando al discorso sulle piante, si accese a poco a poco una luce nei suoi occhi.

Pensai stesse nuovamente pensando ai biscotti, sapevo che era goloso 😀

Invece no…

Mi disse, quasi commosso: “vieni con me!”

Mi accompagnò nel giardino dove svettava una bella quercia, che faceva ombra a un terzo del prato con la sua chioma.

“Questa è la pianta che ho coltivato per mio figlio. L’ho messa quando aveva sei mesi, con il tempo me ne ero quasi dimenticato… altro che insalata, zucchine e pomodori! Per me non lo avrei mai fatto.. non ho abbastanza pazienza”

Non glie l’ho detto, non volevo rovinare il pathos di quel momento con i miei ragionamenti di lavoro.

Lo dico a voi.

Ho tratto più insegnamenti sulla pianificazione finanziaria da quella conversazione che da tutti i corsi che ho seguito in 20 anni di attività.

 

Fabrizio Monge – Consulente finanziario Consultinvest Investimenti Sim s.p.a.

pazienza

L’arte della pazienza

La Scelta.

Immagina di trovarti con un gruzzolo di 100mila euro di fronte a questa scelta, composta da tre opzioni

Opzione A: Comprare biglietti della lotteria di capodanno
Opzione B: Mantenerli liquidi sul conto o impieghi analoghi
Opzione C: Diventare socio di capitale in un’ azienda solida, con un buon business e buone prospettive di crescita

Cosa sceglieresti?

Premessa

Analizzare DOPO, a cose accadute, quale sia stata la scelta di investimento migliore non ha alcuna utilità pratica, è una perdita di tempo.

In una gara del genere vince sempre la lotteria di capodanno.

Chi potrebbe infatti ottenere 5 milioni di euro con un investimento di soli 10 euro?

C’è un piccolo particolare, che i ludopatici non colgono: occorre indovinare quale sia il biglietto vincente. (Un particolare che fa tutta la differenza di questo mondo)

Ragionando invece con un po’ di buonsenso ci poterebbe a fare una valutazione più complessa, che ha a che fare con le probabilità e con la tua personale situazione finanziaria

A chi sono adatte le 3 opzioni

L’opzione A (i biglietti della lotteria) avrebbe senso solo se fossimo milionari o squilibrati.

Ad un milionario non cambia nulla avere 100mila euro in più o in meno, per cui potrebbe scegliere di giocarseli per avere l’opportunità, anche remota, di incrementare in modo consistente il suo patrimonio.

Questo è valido soltanto da un punto di vista teorico, non conosco infatti alcun milionario che farebbe una scelta così azzardata; probabilmente perché se la sua mente fosse programmata per ragionare così non sarebbe più milionario da un pezzo.

Ne conosco qualcuno invece che farebbe queste altre scommesse (per certi versi simili, per altri opposte):

– Giocarseli al casinò
– Scommetterli alle corse dei cavalli
– Fare trading online

Queste sono tre attività che spesso fanno i milionari con gli spiccioli.

Lo fanno come attività ricreativa perché sono fonte di adrenalina e loro possono permetterselo. E’ il gusto della sfida e per averla serve una attività ad altissimo rischio con una componente, anche minima, di discrezionalità e di abilità.

L’opzione B (tenere i soldi liquidi sul conto) è in assoluto la scelta migliore se si pensa di dover spendere il denaro entro i prossimi 3 anni.

Non sta scritto da nessuna parte che investendoli nell’azienda più solida al modo si possa trovare un acquirente, nel breve, disposto a pagarla di più se ti servono i soldi subito.

Forse lo troverai subito, forse ci vorranno anni, dal mio punto di vista è irrilevante perchè il fatto che vada in un modo o nell’ altro è dettato da meccanismi talmente imprevedibili da essere del tutto simili all’esempio della lotteria.

Questa è la ragione per cui, se pensi di avere bisogno del tuo denaro nel breve periodo, non dovresti investire.

Una delle regole fondamentali per investire bene è questa: si investe in aziende, o in azioni, che sono la stessa cosa, il denaro che puoi permetterti di mantenere impiegato per anni .

L’opzione C (diventare socio di capitale in un’azienda solida) con i correttivi del caso, si chiama investimento.

Investire per noi significa selezionare le aziende con un business solido e produttivo, adatte a competere in un mercato futuro, ed acquistarle. Diventarne soci ed armarsi di santa pazienza.

Di mezzo ci si mette il mercato finanziario:

Questo soggetto ha due effetti, uno molto utile, l’altro fortemente dannoso per chi cerca di investire in modo razionale.

👍 Il primo, la faccia buona della medaglia, è che il mercato finanziario consente di acquistare e vendere la nostra partecipazione nelle aziende in modo veloce ed economico.

Si acquista infatti in giornata, i dati sono pubblici e non è necessario spendere in pratiche burocratiche quello che si spenderebbe a diventare soci della pizzeria sotto casa. (notaio, posizioni previdenziali, camera di commercio etc)

👎 La faccia brutta è che ogni giorno vedi il prezzo di vendita delle tue posizioni e questo ti può mandare ai matti e impedirti di concentrarti sul business delle aziende che hai acquistato.

Quanto è il prezzo di vendita in giornata della pizzeria sotto casa?

Probabilmente è zero. In un giorno non la vendi nemmeno a tuo fratello o ai cinesi del bazar che comprano tutto.

Però non lo vedi scritto sul giornale e non te ne preoccupi.

Occhio non vede e cuore non duole, direbbe la saggezza popolare.

Investire guardando al business delle aziende che si acquistano è sempre redditizio?

Se i dati su cui ci basiamo sono esatti direi proprio di si.

O meglio, lo è nel lungo termine, l’ottica in cui dovrebbe essere effettuato qualsiasi investimento imprenditoriale.

 Un imprenditore non acquista i macchinari con l’intenzione venderli tra 1 anno
 Un imprenditore non registra un marchio per cederlo alla concorrenza tra un anno e comprarsi la fuori serie
 Un imprenditore non acquista una società per chiuderla fra qualche anno e ritirarsi a giocare a beach volley alle Maldive.

Se vuoi investire con la testa non lo devi fare neppure tu.

Un imprenditore potrebbe invece decidere:

➨ Di vendere il macchinario se la produzione diventa obsoleta
 Di modificare un marchio se scopre che le sue valutazioni sono errate
➨ Di vendere l’azienda se viene a cercarlo qualcuno disposto a pagarla un prezzo esagerato, che non trova riscontro nel valore reale.

Questi sono gli stessi motivi per cui dovresti liquidare le tue posizioni, in guadagno o in perdita, non fa differenza.

Ovviamente sono valutazioni molto complesse, un imprenditore si avvale dei suoi consulenti, come tu dovresti avvalerti dei tuoi.

Persone tecnicamente preparate, meritevoli di fiducia e poco emotive.

Nel tempo, per rendere le cose più divertenti e per farsi pubblicità, gestori analisi e consulenti hanno iniziato a fare previsioni sul breve periodo in stile Wanna Marchi.

🚫 Cosa succede se non passa il referendum
🚫 Cosa andrà meglio in borsa il prossimo trimestre
🚫 Cosa farà il mercato dei cambi l’anno prossimo.

Tu non ci badare, è solo marketing, devono campare e vendere il loro prodotto, ed è legittimo ma a te non interessa.

Meno legittimo è che per inseguire queste chimere finiscano per dimenticarsi il loro compito, ma questa è un’altra storia.

Un gestore serve a selezionare aziende con un business sano, un business plan orientato al futuro e una buona posizione competitiva.

Poi lasciare che il mercato segua la sua emotività fatta di alti e bassi e far finta che non sia successo nulla, come se i mercati fossero chiusi.

lo ripeto:

Investire significa selezionare aziende con un business sano, una attività orientata al futuro e una buona posizione competitiva. Ed aspettare con pazienza, come se la borsa non esistesse.

I professionisti usali per questo, il resto è scommessa e la si gioca con gli spiccioli.

 

Fabrizio Monge – Consulente finanziario Consultinvest Investimenti Sim