Cosa accadrà quando i mercati inizieranno a scendere e si scatenerà un temporale?

 

Non so se accadrà fra sei mesi, un anno o cinque anni, ma so bene che ciclicamente accade, e che è naturale perché le fasi di discesa fanno parte dei mercati.

Io vorrei che prima o poi accadesse quanto è successo con la meterologia o con la medicina

Qualche centinaio di anni fa, se c’era un periodo di siccità o una pestilenza, la gente cercava una persona (guarda caso una donna) e la bruciava sul rogo come colpevole.

Pratica terribile, quanto inutile ed idiota. Non serviva a nulla ma li faceva sentire meglio, dava illusione di controllo.

L’uomo preistorico fuggiva terrorizzato davanti al fuoco, pensando ad un demone o qualcosa di simile, poi imparò che poteva essere utile, e volgerlo a suo favore.

Oggi si è capito che le siccità e le malattie sono fenomeni naturali e ciclici, e si è scelto di organizzarsi di conseguenza, invece di cadere nel sonno della ragione.

E si è capito che il fuoco, usato nel giusto modo, può essere molto utile, e che non è un demone.

Vorrei accadesse la stessa cosa in finanza, la divulgazione dovrebbe servire a questo..

Le fasi di calo sono opportunità, e vanno affrontate con la preparazione e la ragione.

Anche quando la stampa farà piovere il terrore e l’irrazionalità sulle vostre menti.
Preparate la nave e tenete la barra dritta, anche quando la paura busserà alla vostra porta.
Detto con tutta l’umiltà di questo mondo, sarebbe questa una vera vittoria per chi passa gran parte del suo tempo a fare divulgazione.

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Perchè costruire l’arca non è sufficiente

Un saggio disse che: “non conta predire la pioggia , ma conta costruire l’ arca”

E’ vero ma non basta.

L’arca è fondamentale. Ma poi bisogna saperla guidare (ed è lavoro nostro, come addetti ai lavori)

Il motivo per cui insisto tanto (troppo?) sulla cultura da trasferire ai risparmiatori è che l’arca diventa inutile (e pure il marinaio) se alle prime onde i passeggeri saltano in acqua per sfuggire a Nettuno e si fanno mangiare dagli squali.

Ai tempi di Noè gli animali erano nelle gabbie, i risparmiatori invece sono liberi (per fortuna) e se non hanno capito e condiviso diventeranno mangime come in passato.

E’ solo uno dei tanti esempi per cui sostengo spesso che l’attività di gestione del tuo portafoglio non è una attività che si possa delegare completamente ad un professionista.

Molte attività sono delegabili, anzi, è consigliabile delegarle.

Però non tutte.

Qui entra in gioco l’educazione/alfabetizzazione/cultura/divulgazione (chiamatela come vi piace di più) a favore dei risparmiatori.

Che si devono fare protagonisti, non spettatori

Qualche tempo fa un risparmiatore mi chiese quale fosse il miglio investimento dell’anno. Qua puoi trovare la mia risposta, di cui sono un fermo sostenitore ancora oggi.

Articolo: Qual è il migliore investimento del 2014?

Se hai piacere di approfondire e diventare protagonista nella gestione dei tuoi risparmi, perché non ami delegare, o perché vuoi capire meglio COME e A CHI delegare puoi scoprire il mio metodo e il mio pensiero CLICCANDO QUI

Fabrizio Monge, consulente e divulgatore finanziario – Savigliano CN

Stai con Warren o con Bernie?

Stai con Warren o con Bernie?

Investire sul lungo periodo vuol dire “mettere le mani avanti?”

Serve subito

Lo pensano in molti, forse perchè il “lungo termine” era la scusa del loro consulente per non aver mantenuto delle promesse da marinaio nel breve termine, magari credeva di essere un fenomeno e poi ha scoperto di essere un comune mortale…

La “colpa” non è del risparmiatore, ma di chi divulga teorie false, con lo scopo di recuperare qualche cliente e mettere insieme il pranzo con la cena.

Vediamo… Alcune note citazioni, di uno che proprio scemo non è.

“Acquisto come se dovessero chiudere la borsa domani e non riaprirla più per i prossimi cinque anni.” Warren Buffett

“Bisogna essere pazienti, non si può avere un bambino in un mese mettendo incinta nove donne” Warren Buffett

Bene, quindi?

Quindi occorre entrare nell’ottica che si investe solo denaro “paziente”, quel danaro che puoi permetterti di non utilizzare nei prossimi anni.

E’ una cosa per tutti?

No, affatto.

Cosa devi fare se il denaro che possiedi può servirti tutto, improvvisamente, nei prossimi anni, quando magari non conviene prelevarlo perché sei in perdita e non puoi aspettare?

Semplice, non devi investire. Devi lavorare ed accumulare, o investire di meno.

Brutto? Triste? Vecchio? ….. OVVIO!

Se poi cercate qualcuno che vi garantisca performance sempre crescenti e regolari, senza alcuna fase di calo… Accomodatevi.
Ma guardate prima la foto in basso… E rifletteteci su

La fuori troverete molta gente che non aspetta altro che garantirvelo. C’era un certo Bernard Madoff che ci è riuscito per un po’. Poi (il 29 giugno del 2009) è stato condannato a 150 anni di prigione per una delle più grandi truffe di tutti i tempi.

La leggenda di Bernie è durata per anni al punto da essere soprannominato “la cambiale ebraica” a causa della sua affidabilità e della sua regolarità nel pagamento… Per un po’

Quindi ne dovete trovare un altro che vi garantisca che “sale sempre” Perchè Bernie sta prendendo il sole a striscie.

Non Warren, perché nemmeno lui ci riesce, e lo ammette.

Ma non sarò io. Perdo un cliente potenziale ma almeno evito di fare danni.

Io sto con Warren e se non posso investire denaro paziente, non investo.

#realeconomyrocks

WarrenVSBernie

Una sfida alle case di gestione.

La pagina Facebook #frontieraefficiente è sempre fonte di spunti interessanti.

Vi riporto qua la discussione in oggetto per non dover riscrivere tutto, in modo che possiate anche vedere i commenti che verranno aggiunti successivamente.

 

Il punto che mi sta a cuore sostanzialmente è questo qua:

non da consulente, ma da investitore, condivido in pieno il ragionamento sugli strumenti passivi nel portafoglio core.

Vedo che molti degli strumenti attivi che vengono proposti come “best in class” sono semplicemente strumenti ad alto beta, e di conseguenza hanno tratto giovamento da un mercato rialzista. (vedi i MS di cui parlate nei commenti, che mi hanno dato grosse soddisfazioni)

Già immagino quelli che saranno portati in palmo di mano in una eventuale fase ribassista prolungata (quelli a basso beta, ovviamente) (Stable Equity di una nota casa nordica va come il lupo nelle fasi ribassiste)

Così però è troppo facile, questo metodo di valutazione “ex post” è molto utile a noi come consulenti per fare marketing, ma agli investitori (che siamo sempre noi, o alcuni di noi) serve a poco (salvo essere in grado di prevedere il futuro, ma le mie evidenze in tal senso non sono incoraggianti)

Troverei, sempre da investitore, molto utili degli strumenti attivi che si propongano l’obiettivo di creare convessità, invece di inseguire la performance. L’obiettivo di creare convessità è più realistico e controllabile di quello di battere il benchmark e oggi è presidiato quasi esclusivamente da prodotti che espongono a rischi di controparte importanti.

Fonte immagine: https://www.slideshare.net/OliverDamian/antifragile-how-to-thrive-in-extremistan
Fonte immagine: https://www.slideshare.net/OliverDamian/antifragile-how-to-thrive-in-extremistan

Per approfondire il concetto di convessità vi riporto un video di Nassim Nicholas Taleb (E’ in inglese ma riassume alcuni concetti presenti nel saggio “Antifragile” che consiglio a tutti e c’è anche in italiano)

Oggi ci sono pochi strumenti in tal senso (non li cito per non fare pubblicità) ma sarebbe un buon driver per portare valore aggiunto sia ai gestori che agli investitori.

Chissà che qualche casa di gestione legga e colga la sfida.

Fabrizio Monge.

Domande? Curiosità? Contattami con il form che trovi qua sotto!

Recuperare le perdite e le minusvalenze in borsa e nei tuoi investimenti.

Domanda inviata da F.T. di Cuorgnè (TO)

Buongiorno Fabrizio.

Avrei necessità di una tua opinione in merito alle minusvalenze che ho accumulato con operazioni di borsa che si sono rivelate errate.
Ho iniziato ad operare 3 anni fa ed oggi mi ritrovo 15.000,00 euro di perdite sui miei investimenti (ammontare complessivo attuale 78.000,00 €) che vorrei tentare di recuperare.

Purtroppo mi sono rivolto a professionisti che mi hanno garantito un recupero rapido e di riportare il mio investimento finanziario in guadagno in breve tempo, io mi sono fidato ed ora sono messo peggio di prima, con delle perdite maggiori.

Esistono delle strategie efficaci per recuperare le perdite in borsa ed porre rimedio alle minusvalenze sui miei investimenti?

Grazie Francesco per la tua domanda. Come ti ho scritto pubblico la risposta sul mio blog perché penso che possa essere un argomento utile a molti risparmiatori (oscurando i tuoi dati personali, ovviamente, come da intese)

.
Recuperare le perdite subite in borsa, rimediare ad investimenti che si trovano in perdita, gestire le minusvalenze, è in assoluto il tema più gettonato tra quelli che mi vengono richiesti dai lettori.

Forse la ragione è semplicemente che un investitore va a cercare risposte ed informazioni proprio quando sta perdendo, o quando ha accumulato perdite che vorrebbe recuperare.

Del resto le saggezza popolare afferma che chi sta bene non si muove 😀

 

LA TUA SITUAZIONE E’ SPESSO FONTE DI BENEFICI INASPETTATI.

Non sono impazzito.

Quando un risparmiatore va alla ricerca di soluzioni per recuperare le perdite subite sui mercati finanziari in realtà sta facendo quello che dovrebbe iniziare a fare qualsiasi investitore:

IMPARARE AD INVESTIRE BENE.

Non c’è nessuna differenza, a livello di strategia finanziaria, tra investire una somma che si trova sul conto corrente oppure mettere le mani su una posizione compromessa da investimenti errati che hanno causato delle perdite.

( Ci sono però dei particolari accorgimenti da adottare quando ci si occupa di prendere in mano un portafoglio in perdita ed aiutare l’investitore a recuperare. A livello operativo sono dettagli che fanno tutta la differenza di questo mondo) 😉

L’ OBIETTIVO DI OGNI INVESTITORE E’ GUADAGNARE IL PIU’ POSSIBILE RISCHIANDO IL MENO POSSIBILE.

Quindi, prima inizi a considerare il valore dei tuoi investimenti attuali come denaro contante e meglio è.

Eviterai di compromettere oltre la tua posizione e affidarti a personaggi senza scrupoli che aspettano solo te, e quelli che come te si trovano con perdite da recuperare, per propinare loro sistemi miracolosi che portano spesso al disastro finanziario.

Ovviamente è difficile uscire dalle trappole psicologiche che circondano l’investitore alla ricerca di “recupero” e di “rivalsa”

 

QUINDI NON ESISTE UNA SOLUZIONE DEDICATA AGLI INVESTITORI CHE HANNO NECESSITA’ DI RECUPERARE LE PERDITE NEGLI INVESTIMENTI?

Al contrario, la soluzione c’è. E vanta una notevole serie di successi pratici non indifferenti.
Ovviamente, come tutte le cose serie che mi è capitato di conoscere, richiede un certo sforzo e l’applicazione di un metodo professionale e dettagliato.
Per questo motivo abbiamo predisposto una metodologia scientifica ed estremamente pratica per assistere i risparmiatori che si trovino in questa delicata situazione.

Ti dico subito che se stai cercando:

– Miracolose tecniche di trading online
– Arricchimento rapido e senza rischi

– Sistemi motivazionali per accettare la tua situazione con “atteggiamento zen”

SEI NEL POSTO SBAGLIATO.

Lo scopo della nostra soluzione si basa invece su presupposti molto più pratici e meno commerciali.

In sostanza abbiamo creato una metodologia efficiente, attingendo dagli insegnamenti dei migliori investitori mondiali (investitori, non traders) e della mia personale esperienza ventennale nel settore, per gestire le posizioni in perdita.

Nel descrivertela voglio già darti degli spunti operativi per iniziare ad agire nella maniera corretta, in modo che quando avrai letto l’articolo avrai già degli spunti da mettere subito in pratica.

COME FUNZIONA IL NOSTRO METODO PER ASSISTERE I RISPARMIATORI CHE DEVONO RECUPERARE PERDITE IN BORSA:

– Analizziamo il portafoglio attuale ed il suo livello di rischio con parametri qualitativi e quantitativi
– Analizziamo la situazione attuale dei titoli e fondi in portafoglio
– Proponiamo al risparmiatore le modifiche da apportare per ottimizzare il portafoglio attuale
– Seguiamo il nuovo portafoglio in tempo reale con continuità

In cosa siamo diversi dagli altri:

➤ Rispetto per il portafoglio del cliente (il difetto nascosto della consulenza standard, leggi bene)

Quando chiami qualcuno a sistemare il tuo portafoglio dalle perdite che hai subito in borsa, normalmente accade che ti venga proposto di vendere in blocco tutto quello che hai acquistato e di sostituirlo con il loro portafoglio consigliato.

Ti sei mai chiesto perché?

La ragione è una questione di business.

La società di consulenza, specialmente se opera sul web, ha alcuni portafogli standard da proporre, in modo da limitare il più possibile i propri costi di ricerca e massimizzare i suoi profitti.

Sarebbe infatti un costo per loro entrare nel dettaglio di ogni tua singola posizione ( in utile o in perdita, non importa) ed analizzarla.

Al contrario noi riteniamo che assistere un risparmiatore, tanto più se deve recuperare una perdita o una minusvalenza, significhi anche valorizzare le scelte fatte, qualora corrette, e non buttare il bambino con l’acqua sporca.

➤ Efficienza nella gestione fiscale

La creazione di un portafoglio personalizzato è basata anche sull’ utilizzo della “leva fiscale”

E’ fondamentale infatti utilizzare le perdite che hai subito come credito di imposta per rendere la gestione più efficiente e performante.

La normativa fiscale non è semplicissima per un investitore fai da te, per questo è necessario applicare un metodo che consenta di utilizzare tutte le risorse a nostra disposizione per recuperare le perdite subite e produrre nuovi utili in modo efficiente.

Ok, La teoria è finita. Se hai apprezzato e compreso quanto hai letto fino ad ora puoi contattarmi ed approfondire il metodo che stiamo utilizzando con successo.

Ovviamente il primo contatto è GRATUITO ed è estremamente OPERATIVO. Una volta apprezzato il metodo e la sua completezza potrai decidere, in piena autonomia, SE acquistare un servizio personalizzato e, nel caso, valutare la versione più conveniente per la tua situazione e le tue capacità patrimoniali.

Ti aspetto!

Fabrizio Monge – Consulente Finanziario

 

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Governo vara il decreto “Salva Montepaschi”

Mi fa piacere non dover vedere gente con gli striscioni rossi in mano, la maglia del Che Guevara e le Hogan ai piedi sfilare sotto Montecitorio.

PERO? C’è un però..

Arriverà quel giorno in cui dovrete imparare a fare business vero e sarebbe meglio imparare a lavarsi e vestirsi da soli nel frattempo.

(Volevo usare un’altra espressione, che ha a che fare con una funzione fisiologica meno nobile, al termine della quale è opportuna una operazione di toelettatura – vedi foto)

I SOLDI DEGLI ALTRI PRIMA O POI FINISCONO, diceva un saggio. (magari non finiscono ma gli altri ti mandano affanculo – – aggiungo io)

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Approfitto però per raccontarti una storiella [so che ti piacerà se avrai la pazienza di leggerla fino in fondo]

Si, di notte dormo poco e scrivo (risparmiate le battute su attività alternative da praticare in quella fase)

C’era un tizio, quando andavo a scuola, che non faceva i compiti a casa. Mai. Era proprio un sistema di vita, il suo.

Non era in classe con me e non chiedetemi chi fosse, tanto non ve lo dirò – non è importante.

Quello che conta, come vedrai dopo, è che frequentava una piccola scuola di provincia – – dove essere belloccio, spigliato e figlio di un manager e di una impiegata del catasto ti faceva apparire quasi un semidio.

Per sua fortuna era (appunto) un tizio molto popolare e non mancava mai chi gli facesse copiare i compiti qualche ora prima di entrare in classe, così riusciva sempre a salvarsi e la sua carriera scolastica, non brillante, procedeva in modo abbastanza normale, anche grazie ad una intelligenza fuori dalla media (va ammesso)

Un giorno i suoi genitori decisero di trasferirsi in un’altra città (per motivi di lavoro) e ovviamente portarono il figlio con loro…

CAMBIAVA IL CONTESTO.

Nella nuova scuola il nostro ragazzo immagine, prima idolo delle folle, era diventato uno qualunque.

“Questione di tempo” pensava il giovanotto, “tra qualche mese tornerò a far baldoria e troverò qualche sfigato disposto a fare i compiti per me”

Ora, il nostro giovane di belle speranze non aveva considerato un aspetto..

La nuova scuola in cui era finito era un istituto di dimensioni 20 volte superiore a quello precedente; con i suoi personaggi popolari, le sue gerarchie, i suoi miti ben consolidati.

PER FARLA BREVE

Nell’ arco di due anni riuscì nell’ ardua impresa di farsi bocciare due volte, andò in depressione e si persero le sue tracce.

 Non era abituato a “fare i compiti”

 Era abituato ad essere interrogato dagli insegnanti con largo preavviso, dato che tutti, più o meno, lo avevano preso in simpatia

 Non aveva imparato ad arrangiarsi nelle situazioni complicate—il suo schema: non faccio nulla tanto poi mi salvano la pelle – funzionava troppo bene per essere messo in discussione.

asino

Ma che c’entra questo con la vicenda delle banche italiane?

C’entra eccome – i più smaliziati avranno capito bene dove vado a parare 😀

A forza di salvataggi pubblici (con soldi nostri) le banche e le imprese italiane (soprattutto quelle grandi e strategiche) si sono abituate a gestire i propri business in modo distorto

Lo schema è questo:

se fai utili te li metti in tasca
se fai un casino e ti trovi sull’ orlo della bancarotta arriva qualcuno a salvarti (con i soldi degli altri)

Quello che molti non colgono è che lo stesso schema è stato impiantato nella mente dei risparmiatori:

Il dialogo interiore di molti RISPARMIATORI è più o meno questo: “bravi scemi! Spendete soldi in consulenze e formazione, perdete tempo a cercare di investire dove l’economia è solida. Siete degli imbecilli perché io porto a casa le grasse cedole delle obbligazioni bancarie più redditizie, tanto interviene lo stato e non perderemo un centesimo!”

Quelli bravi chiamano questo processo Moral Hazard (azzardo morale)

Ora, tutto questo questo ragionamento è filato liscissimo, e io non sono affatto invidioso.

A livello emotivo mi fa piacere non dover vedere gente con gli striscioni rossi in mano, la maglia del Che Guevara, le Hogan ai piedi sfilare sotto Montecitorio.

Peraltro Abbiamo fatto numeri ben superiori investendo in modo diverso, dove l’economia è sana e la gestione è “alla vecchia maniera”

Quello che vorrei portare alla tua attenzione è che la – scuola della grande città – si chiama mercato globale e prima o poi ci si dovrà abituare all’ idea di diventare un minimo competitivi.

💣 Arriverà quel giorno in cui quelli belli e fighi da salvare saranno altri e sarebbe meglio imparare a lavarsi e vestirsi da soli. (Volevo usare un’ altra espressione, che ha a che fare con una funzione fisiologica meno nobile, alla fine della quale è necessaria una operazione di toelettatura)

Farà MALE, farà MALISSIMO.

Cerca di muoverti in tempo, inizia a prenderti cura delle tue finanze.

 

Forse sarebbe meglio muoversi in tempo anche per mandare un messaggio chiaro al mercato, doloroso ma non mortale, che il vento sta cambiando e che non ci sono i soldi per salvare tutti per sempre.

I SOLDI DEGLI ALTRI PRIMA O POI FINISCONO, diceva un saggio. (magari non finiscono ma gli altri ti mandano affanculo, aggiungo io)

L’alternativa è un tessuto economico incapace a gestirsi in autonomia che cadrà come un castello di carte alla prima vera prova che si troverà ad affrontare senza i soldi degli altri.

Se non sapete cosa regalare a Natale, il libro ANTIFRAGILE di Nassim Nicholas Taleb è un’ ottima idea.

Buon Natale!

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L’arte della pazienza

La Scelta.

Immagina di trovarti con un gruzzolo di 100mila euro di fronte a questa scelta, composta da tre opzioni

Opzione A: Comprare biglietti della lotteria di capodanno
Opzione B: Mantenerli liquidi sul conto o impieghi analoghi
Opzione C: Diventare socio di capitale in un’ azienda solida, con un buon business e buone prospettive di crescita

Cosa sceglieresti?

Premessa

Analizzare DOPO, a cose accadute, quale sia stata la scelta di investimento migliore non ha alcuna utilità pratica, è una perdita di tempo.

In una gara del genere vince sempre la lotteria di capodanno.

Chi potrebbe infatti ottenere 5 milioni di euro con un investimento di soli 10 euro?

C’è un piccolo particolare, che i ludopatici non colgono: occorre indovinare quale sia il biglietto vincente. (Un particolare che fa tutta la differenza di questo mondo)

Ragionando invece con un po’ di buonsenso ci poterebbe a fare una valutazione più complessa, che ha a che fare con le probabilità e con la tua personale situazione finanziaria

A chi sono adatte le 3 opzioni

L’opzione A (i biglietti della lotteria) avrebbe senso solo se fossimo milionari o squilibrati.

Ad un milionario non cambia nulla avere 100mila euro in più o in meno, per cui potrebbe scegliere di giocarseli per avere l’opportunità, anche remota, di incrementare in modo consistente il suo patrimonio.

Questo è valido soltanto da un punto di vista teorico, non conosco infatti alcun milionario che farebbe una scelta così azzardata; probabilmente perché se la sua mente fosse programmata per ragionare così non sarebbe più milionario da un pezzo.

Ne conosco qualcuno invece che farebbe queste altre scommesse (per certi versi simili, per altri opposte):

– Giocarseli al casinò
– Scommetterli alle corse dei cavalli
– Fare trading online

Queste sono tre attività che spesso fanno i milionari con gli spiccioli.

Lo fanno come attività ricreativa perché sono fonte di adrenalina e loro possono permetterselo. E’ il gusto della sfida e per averla serve una attività ad altissimo rischio con una componente, anche minima, di discrezionalità e di abilità.

L’opzione B (tenere i soldi liquidi sul conto) è in assoluto la scelta migliore se si pensa di dover spendere il denaro entro i prossimi 3 anni.

Non sta scritto da nessuna parte che investendoli nell’azienda più solida al modo si possa trovare un acquirente, nel breve, disposto a pagarla di più se ti servono i soldi subito.

Forse lo troverai subito, forse ci vorranno anni, dal mio punto di vista è irrilevante perchè il fatto che vada in un modo o nell’ altro è dettato da meccanismi talmente imprevedibili da essere del tutto simili all’esempio della lotteria.

Questa è la ragione per cui, se pensi di avere bisogno del tuo denaro nel breve periodo, non dovresti investire.

Una delle regole fondamentali per investire bene è questa: si investe in aziende, o in azioni, che sono la stessa cosa, il denaro che puoi permetterti di mantenere impiegato per anni .

L’opzione C (diventare socio di capitale in un’azienda solida) con i correttivi del caso, si chiama investimento.

Investire per noi significa selezionare le aziende con un business solido e produttivo, adatte a competere in un mercato futuro, ed acquistarle. Diventarne soci ed armarsi di santa pazienza.

Di mezzo ci si mette il mercato finanziario:

Questo soggetto ha due effetti, uno molto utile, l’altro fortemente dannoso per chi cerca di investire in modo razionale.

👍 Il primo, la faccia buona della medaglia, è che il mercato finanziario consente di acquistare e vendere la nostra partecipazione nelle aziende in modo veloce ed economico.

Si acquista infatti in giornata, i dati sono pubblici e non è necessario spendere in pratiche burocratiche quello che si spenderebbe a diventare soci della pizzeria sotto casa. (notaio, posizioni previdenziali, camera di commercio etc)

👎 La faccia brutta è che ogni giorno vedi il prezzo di vendita delle tue posizioni e questo ti può mandare ai matti e impedirti di concentrarti sul business delle aziende che hai acquistato.

Quanto è il prezzo di vendita in giornata della pizzeria sotto casa?

Probabilmente è zero. In un giorno non la vendi nemmeno a tuo fratello o ai cinesi del bazar che comprano tutto.

Però non lo vedi scritto sul giornale e non te ne preoccupi.

Occhio non vede e cuore non duole, direbbe la saggezza popolare.

Investire guardando al business delle aziende che si acquistano è sempre redditizio?

Se i dati su cui ci basiamo sono esatti direi proprio di si.

O meglio, lo è nel lungo termine, l’ottica in cui dovrebbe essere effettuato qualsiasi investimento imprenditoriale.

 Un imprenditore non acquista i macchinari con l’intenzione venderli tra 1 anno
 Un imprenditore non registra un marchio per cederlo alla concorrenza tra un anno e comprarsi la fuori serie
 Un imprenditore non acquista una società per chiuderla fra qualche anno e ritirarsi a giocare a beach volley alle Maldive.

Se vuoi investire con la testa non lo devi fare neppure tu.

Un imprenditore potrebbe invece decidere:

➨ Di vendere il macchinario se la produzione diventa obsoleta
 Di modificare un marchio se scopre che le sue valutazioni sono errate
➨ Di vendere l’azienda se viene a cercarlo qualcuno disposto a pagarla un prezzo esagerato, che non trova riscontro nel valore reale.

Questi sono gli stessi motivi per cui dovresti liquidare le tue posizioni, in guadagno o in perdita, non fa differenza.

Ovviamente sono valutazioni molto complesse, un imprenditore si avvale dei suoi consulenti, come tu dovresti avvalerti dei tuoi.

Persone tecnicamente preparate, meritevoli di fiducia e poco emotive.

Nel tempo, per rendere le cose più divertenti e per farsi pubblicità, gestori analisi e consulenti hanno iniziato a fare previsioni sul breve periodo in stile Wanna Marchi.

🚫 Cosa succede se non passa il referendum
🚫 Cosa andrà meglio in borsa il prossimo trimestre
🚫 Cosa farà il mercato dei cambi l’anno prossimo.

Tu non ci badare, è solo marketing, devono campare e vendere il loro prodotto, ed è legittimo ma a te non interessa.

Meno legittimo è che per inseguire queste chimere finiscano per dimenticarsi il loro compito, ma questa è un’altra storia.

Un gestore serve a selezionare aziende con un business sano, un business plan orientato al futuro e una buona posizione competitiva.

Poi lasciare che il mercato segua la sua emotività fatta di alti e bassi e far finta che non sia successo nulla, come se i mercati fossero chiusi.

lo ripeto:

Investire significa selezionare aziende con un business sano, una attività orientata al futuro e una buona posizione competitiva. Ed aspettare con pazienza, come se la borsa non esistesse.

I professionisti usali per questo, il resto è scommessa e la si gioca con gli spiccioli.

 

Fabrizio Monge – Consulente finanziario Consultinvest Investimenti Sim

difficoltà

I piani di accumulo – Meglio un fondo o un etf?

DOMANDA di un lettore del blog:

Buongiorno Sig. Fabrizio,
Mi piacerebbe andare piu’ a fondo del discorso Value Averaging
Le domande che vorrei porle sono le seguenti:
– E’ forse preferibile un pac con etf anziche fondo ?
– Come si puo’ intuire il timing d’acquisto (per il calcolo delle quote d’acquistare) piuttosto che quello di vendita (anche qui per il calcolo delle quote da vendere).
Forse mi viene da pensare che che per quanto riguarda l’acquisto si deve forse far riferimento ad un massimo recente ed in base alla percentuale di perdita entrare con un numero sempre maggiore di quote ?
Ma mi viene piu’ difficile capire per la vendita (anche per il fatto che come si puo’ fare a capire quando l’etf a raggiunto un massimo ed e’ il momento di vendere ?)
Grazie mille e Cordiali saluti.

RISPOSTA

Buongiorno.

La ringrazio per avermi scritto.

Provo a rispondere alle 3 domande, spero in modo esustivo.

Timing acquisto/vendita

Inizio dalle 2 domande in merito al timing di acquisto/vendita perchè mi consentono di introdurre la risposta in merito agli strumenti da utilizzare .

La formula del PAC, che è basato sulla logica del dollar cost average, è una strategia che consente di evitare, o quantomeno limitare, il problema del timing di acquisto.

La scelta di “diluire gli acquisti nel tempo” serve proprio a non doversi porre il problema di “quando comprare” dato che comprando in modo frazionato gli acquisti saranno AUTOMATICAMENTE concentrati nella fase di mercato in cui il nostro fondo, o etf, costa meno.

C’è anche un mio video online che spiega nel dettaglio le fasi dell’investimento.

In merito alla “vendita” si deve fare un discorso diverso.

I clienti che sono seguiti da noi in consulenza vengono accompagnati in questo processo .

Tra le altre cose valutiamo questi fattori:

FATTORI SOGGETTIVI:
– l’orizzonte temporale di investimento dell’investitore
– Il raggiungimento dell’ obiettivo di rendimento del cliente fissato ex ante (se l’obiettivo è raggiunto, inutile rimanere investiti, salvo nuovi obiettivi)

FATTORI OGGETTIVI :

-il mercato di riferimemto è diventato “costoso” secondo i nostri analisti ( elevato p/e , earning prospettici inferiori a quelli scontati dai mercati, fattori di rischio geopolitico)

Questi fattori crescono di importanza a mano a mano che si avvicina la scadenza dell’ obiettivo temporale. Prima infatti questi rischi vengono gestiti “in automatico” dal meccanismo.

 

Quale strumento utilizzare (fondo o etf)

In astratto, la tecnica del Dca, può essere utilizzata per qualsiasi strumento ( un fondo, un etf, un titolo azionario, una materia prima, come ad esempio oro o petrolio )

Il fondo è uno strumento “chiavi in mano” inquanto nelle spese di gestione è gia compreso anche il compenso per la consulenza (che il fondo retrocede al consulente)

Inoltre, molte case di investimento che utilizziamo nei nostri portafogli, consentono di attivare alcuni meccanismi automatici di ottimizzazione (ad esempio il raddoppio della quota investita qualora il mercato scenda al di sotto di una percentuale prefissata )

Per gli etf o le materie prime il discorso è diverso:

I nostri clienti che investono in etf ci “pagano” una parcella di consulenza periodica per svolgere i lavori di cui sopra, che nel caso del fondo sono remunerati direttamente dal fondo.

Questa modalità consente di ottenere alcuni vantaggi, che andrebbero approfonditi in una sede opportuna. A titolo di esempio questo tipo di consulenza consente al risparmiatore di poter continuare ad utilizzare il suo intermediario ( banca ) abituale, senza dover trasferire il denaro presso il nostro istituto.

Un’altra differenza consiste nel fatto che nel caso di un acquisto tramite etf non è possibile (a meno di particolari accordi con l’intermediario, di cui non sono a conoscenza) avviare un processo di acquisto automatico.

In pratica dovrà essere l’ investitore ad effetturare i singoli acquisti mese dopo mese .

Questa “discezionalità” a prima vista può sembrare un vantaggio. Se lo sta pensando, tenga presente che tutti gli studi fatti sulla materia nei casi concreti dimostrano esattamente il contrario. Ovvero l’automatismo ha battuto la discrezionalità degli acquisti nel 89% dei casi.

 

In via definitiva posso affermare che vi sono ragioni a favore del fondo ed altre a favore dell’ etf.

Se vuole può contattarmi direttamente al telefono (magari accordandosi prima per l’orario) per comprendere il Suo caso concreto ed illustrarle le linee guida del nostro processo di consulenza, sarei lieto di interloquire con Lei direttamente.

Spero comunque di averLe dato dei buoni spunti di riflessione e delle info utili.

In ogni caso gradirei un riscontro in merito alla sua opinione sulla qualità delle info che le ho fornito.

Le auguro una buona giornata e spero di setirLa /leggerla presto !


Fabrizio Monge
Consulente finanziario – Consultinvest Investimenti Sim s.p.a.

Via Cavallermaggiore,5 12030 Monasterolo di Savigliano (Cn)
Via Camperio,8 20122 Milano (Mi)

Mobile (+39) 346.010.958.9
Ufficio (+39) 0172.373.206
Skype fabrizio.monge

 

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