Stai con Warren o con Bernie?

Stai con Warren o con Bernie?

Investire sul lungo periodo vuol dire “mettere le mani avanti?”

Serve subito

Lo pensano in molti, forse perchè il “lungo termine” era la scusa del loro consulente per non aver mantenuto delle promesse da marinaio nel breve termine, magari credeva di essere un fenomeno e poi ha scoperto di essere un comune mortale…

La “colpa” non è del risparmiatore, ma di chi divulga teorie false, con lo scopo di recuperare qualche cliente e mettere insieme il pranzo con la cena.

Vediamo… Alcune note citazioni, di uno che proprio scemo non è.

“Acquisto come se dovessero chiudere la borsa domani e non riaprirla più per i prossimi cinque anni.” Warren Buffett

“Bisogna essere pazienti, non si può avere un bambino in un mese mettendo incinta nove donne” Warren Buffett

Bene, quindi?

Quindi occorre entrare nell’ottica che si investe solo denaro “paziente”, quel danaro che puoi permetterti di non utilizzare nei prossimi anni.

E’ una cosa per tutti?

No, affatto.

Cosa devi fare se il denaro che possiedi può servirti tutto, improvvisamente, nei prossimi anni, quando magari non conviene prelevarlo perché sei in perdita e non puoi aspettare?

Semplice, non devi investire. Devi lavorare ed accumulare, o investire di meno.

Brutto? Triste? Vecchio? ….. OVVIO!

Se poi cercate qualcuno che vi garantisca performance sempre crescenti e regolari, senza alcuna fase di calo… Accomodatevi.
Ma guardate prima la foto in basso… E rifletteteci su

La fuori troverete molta gente che non aspetta altro che garantirvelo. C’era un certo Bernard Madoff che ci è riuscito per un po’. Poi (il 29 giugno del 2009) è stato condannato a 150 anni di prigione per una delle più grandi truffe di tutti i tempi.

La leggenda di Bernie è durata per anni al punto da essere soprannominato “la cambiale ebraica” a causa della sua affidabilità e della sua regolarità nel pagamento… Per un po’

Quindi ne dovete trovare un altro che vi garantisca che “sale sempre” Perchè Bernie sta prendendo il sole a striscie.

Non Warren, perché nemmeno lui ci riesce, e lo ammette.

Ma non sarò io. Perdo un cliente potenziale ma almeno evito di fare danni.

Io sto con Warren e se non posso investire denaro paziente, non investo.

#realeconomyrocks

WarrenVSBernie

Diamanti e investimenti? [Come si costruisce una trappola]

Il Corriere rilancia una questione che ha tenuto banco il mese scorso, una specie di trappola per generare commissioni dalla clientela sfruttando dei noti errori comportamentali.

La trappola funziona così:

– I diamanti sono un bene rifugio noto dall’antichità che affascinano con il loro splendore e la loro purezza?

– SI.

– Il sistema finanziario è ritenuto da una grande fetta della popolazione (con ragione) molto complesso ed insidioso?

– SI

– I diamanti sono il nuovo eldorado che garantisce a tutti stabili e ingenti profitti indipendentemente dai mercati finanziari?

NO, proprio per niente.

Tuttavia chi ha risposto si alle prime due domande può essere facilmente manipolato ad investire in un contratto costoso e per nulla trasparente che ha come oggetto i diamanti.

Si utilizza una esca piena di carica emozionale (come diamanti, oro, immobili in località esotiche, criptovalute, settori azionari etc) per costruirci sopra una trappola piena di commissioni che evidenzi solo la faccia buona della medaglia.

A casa mia si chiama truffa, forse ora anche a casa di qualche banchiere.

Lettera aperta al Ministro Pier Carlo Padoan

LETTERA APERTA
[Inviata al Ministero dell’Economia e delle Finanze in data 12.07.2017] 

 

Lettera ApertaMitt. Fabrizio Monge

Via Cavallermaggiore, 5

12030 Monasterolo di Savigliano (CN)

 

Alla Cortese Attenzione del Dott. Pier Carlo Padoan

Ministro dell’Economia e delle Finanze

 

 

Egregio Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan,

faccio seguito al Suo intervento del 27 Giugno 2017 sulla testata IL FOGLIO pubblicata sul sito istituzionale del Ministero. (Riporto il link a titolo di promemoria http://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/article.html?v=/ufficio-stampa/articoli/2014_2018-Pier_Carlo_Padoan/article_0196.html)

Le scrivo per segnalarLe una questione che reputo di fondamentale importanza per la crescita e la prosperità del Paese.

Nell’ inviarLe questa missiva mi accollo l’onere e l’onore di lanciarLe una sfida.

Nel mio ambiente vengo spesso etichettato come un “bastian contrario” non si sorprenda quindi di trovare questo spunto bizzarro e diretto.

Posso immaginare che a causa del Suo incarico istituzionale sia abituato a ricevere segnalazioni e missive in grande quantità, tuttavia Le chiederei di soffermarsi su questa lettera, che ritengo possa darle uno spunto di riflessione per fare un gesto importante per i risparmiatori italiani.

Lei, come uomo di Stato, è abituato a rapportarsi con gli aspetti più formali delle questioni legate al risparmio privato, molte mi riguardano in prima persona a causa della mia professione.

Rischio di essere banale nel confermarLe che spesso le intenzioni del Legislatore si scontrano con una rete di rigidità e di burocrazia che tendono ad annullarne i benefici e ad essere interpretate per lo più come ulteriori e antipatici adempimenti.

Mi rendo conto che tuttavia nella Sua posizione all’ interno dell’Esecutivo possa essere difficile dialogare con la gente comune.

Quello che Le vorrei proporre è una mossa difficile e coraggiosa: difficile perché forse non arriverà nemmeno a leggere queste righe che le mando, coraggiosa perché nella sua posizione potrebbe rischiare di fare uno sgarbo all’industria finanziaria e bancaria; per questo ho scritto che si tratta di una sfida.

In passato abbiamo assistito a diversi episodi in cui uomini di Stato decisamente in vista sono intervenuti dispensando quelli che sono stati interpretati come consigli di investimento che hanno creato più danni che vantaggi per i risparmiatori, rafforzando l’idea che investire consista nel fiutare un buon affare ed approfittarne.

Non mi interessa accusare chi lo ha fatto, sappiamo entrambi a cosa mi riferisco.

Non sono principalmente contrariato per quello che è stato, ma per l’occasione che è andata perduta: quella di essere veramente utili per i risparmiatori italiani, perdendo tempo a mettersi inutilmente in mostra.

Quello che Le sto chiedendo (rispettosamente) di fare è di calarsi per un istante nei panni dell’uomo comune, quello che voi chiamate “il risparmiatore”

Durante mio lavoro “per strada” vedo ogni giorno portafogli che sono gravemente affetti da malattie potenzialmente letali: concentrazione, correlazione, scarsa diversificazione, concavità, inefficienze, costi ingiustificati e scarsa trasparenza.

Concentriamoci solo sulle questioni più facili da comprendere; se la buon’anima di Pareto vorrà aiutarci raggiungeremo un grande risultato con un piccolo sforzo; vorrei quindi focalizzarmi sulla concentrazione dei portafogli.

Francamente ho sperimentato che spesso il risparmiatore spesso NON è in grado di distinguere un consiglio utile da una fesseria, non è il suo mestiere e troppo spesso non ha gli strumenti per stabilirlo;

però possiamo giocare sul principio di autorevolezza, grazie alla carica che ricopre.

Il dialogo interiore di un risparmiatore sarà più o meno questo: “se il Ministro dell’Economia dice queste cose, probabilmente un pensiero ce lo devo fare”

Per introdurre la questione in questi giorni si può cogliere l’occasione del “salvataggio delle Banche Venete” ma in realtà è un pensiero che nasce molto più da lontano.

Parlo delle Banche Venete perché ritengo incredibile che nel 2017 si sia costretti a caricare il costo del salvataggio dei senior sulle spalle dei contribuenti per evitare il disastro ad alcune famiglie, per quanto il suo intervento sopra citato abbia addotto valide motivazioni.

Non voglio dirLe come fare il Suo lavoro. Voglio dire che il problema non si dovrebbe porre, visto che gli importi in gioco sarebbero relativamente esigui se i risparmiatori avessero imparato ad eliminare il rischio specifico dai loro portafogli evitando di riempirsi le tasche delle obbligazioni proposte dalle loro banche.

Purtroppo la situazione riguarda tutto il territorio italiano, in modo più o meno marcato.
Tutto ciò espone il nostro Paese a rischi sistemici che sarebbero evitabili facilmente, e le famiglie italiane al rischio di trovarsi in difficoltà senza motivo.

Si tratta di parlare in modo chiaro e semplice, non per raccontare che sia giunto il momento di acquistare qualche titolo energetico sul listino italiano, oppure per raccontare che una compagnia di bandiera è stata risanata, ma per lanciare un messaggio che sarebbe davvero significativo, vista la Sua posizione.

Sappiamo bene che le condizioni attuali non consentiranno allo Stato di venire in soccorso ai risparmiatori in eterno (e viene detto spesso), ma soprattutto sappiamo anche che la maggior parte dei portafogli dei nostri connazionali non è in grado di affrontare questo nuovo paradigma senza soccombere con conseguenti situazioni di miseria e instabilità sociale (e questo NON ha, a mio avviso, il giusto risalto)

Si tratta di dire esplicitamente: “Ragazzi cari, avete dei portafogli pericolosamente concentrati sugli strumenti di debito emessi dai vostri istituti bancari di fiducia e non potete permettervelo perché il mondo sta diventando difficile e quei soldi vi servono per mandare avanti le vostre famiglie. Stanno finendo i tempi in cui lo Stato salvava tutti e provvedeva a mantenervi quando si diventava anziani. Dovete diversificare, dovete spezzattare il rischio il più possibile, dovete iniziare a pensare che quando le cose vanno storte il vostro patrimonio deve stare in piedi da solo, perché non possiamo continuare a caricare di debiti i vostri figli per salvarvi dalla vostra imperizia. Non ci sono più fiches da giocare. Ora si fa sul serio, è il momento di evolverci, come risparmiatori, nessuno può farlo per noi.”

 

Sono convinto che saprebbe interpretare questa parte in modo consono alla sua posizione, probabilmente sarà costretto a rendere il discorso meno ruvido, ma il senso penso sia abbastanza chiaro.

Ritengo che non possano farlo altri con lo stesso impatto, e che non ci sia nulla che possa fare di più utile per il Paese.

So bene che poter contare su cittadini che dispongono di un patrimonio solido e diversificato non risolverebbe alla radice tutte le implicazioni di una crisi bancaria incontrollata.

Potremmo però evitare di subire il ricatto psicologico di un sistema che utilizza denaro dei contribuenti per sanare posizioni create dal malaffare, nascondendosi dietro l’alibi di dover venire incontro alle esigenze dei risparmiatori.

Politicamente parlando ho posizioni piuttosto libertarie e non sto scrivendo a Lei per rivolgermi alle istituzioni.  

Le scrivo piuttosto per rivolgermi ad un Individuo che ricopre una posizione che consente di raggiungere con poco sforzo un numero di persone elevatissimo.

E’ una differenza sottile, ma confido che saprà coglierla.

La mia scarsa fiducia nella politica non mi impedisce di credere che al di là del potere, dei benefici economici e della fama, una persona come Lei non abbia una fiamma nel cuore che La spinge a fare un gesto coraggioso che potrebbe significare la salvezza per migliaia di famiglie italiane.

Confido in un riscontro e la ringrazio per il tempo che mi ha dedicato, sperando che colga la mia sfida e che mi illustri il Suo pensiero su quanto sopra esposto.

Distinti Saluti

Savigliano 28.06.2017

                                                                   Fabrizio MONGE

 

Questa lettera viene inviata contestualmente al Ministro Pier Carlo Padoan per il tramite dell’ufficio stampa del ministero e ad alcune testate giornalistiche a diffusione nazionale, nella speranza di ottenere un riscontro e di sensibilizzare i risparmiatori italiani su questo tema così importante e scottante.

Se hai piacere di condividerla sui tuoi canali social (Facebook, Linkedin, etc…), in modo da dare maggiore risalto a questa iniziativa, trovi i pulsanti di condivisione al fondo dell’ articolo. Ti ringrazio e sono felice di poter contare sul Tuo aiuto per portare avanti questa battaglia.

Sarà mia cura aggiornarvi tramite questi canali sulle eventuali reazioni alla mia missiva.

Recuperare le perdite e le minusvalenze in borsa e nei tuoi investimenti.

Domanda inviata da F.T. di Cuorgnè (TO)

Buongiorno Fabrizio.

Avrei necessità di una tua opinione in merito alle minusvalenze che ho accumulato con operazioni di borsa che si sono rivelate errate.
Ho iniziato ad operare 3 anni fa ed oggi mi ritrovo 15.000,00 euro di perdite sui miei investimenti (ammontare complessivo attuale 78.000,00 €) che vorrei tentare di recuperare.

Purtroppo mi sono rivolto a professionisti che mi hanno garantito un recupero rapido e di riportare il mio investimento finanziario in guadagno in breve tempo, io mi sono fidato ed ora sono messo peggio di prima, con delle perdite maggiori.

Esistono delle strategie efficaci per recuperare le perdite in borsa ed porre rimedio alle minusvalenze sui miei investimenti?

Grazie Francesco per la tua domanda. Come ti ho scritto pubblico la risposta sul mio blog perché penso che possa essere un argomento utile a molti risparmiatori (oscurando i tuoi dati personali, ovviamente, come da intese)

.
Recuperare le perdite subite in borsa, rimediare ad investimenti che si trovano in perdita, gestire le minusvalenze, è in assoluto il tema più gettonato tra quelli che mi vengono richiesti dai lettori.

Forse la ragione è semplicemente che un investitore va a cercare risposte ed informazioni proprio quando sta perdendo, o quando ha accumulato perdite che vorrebbe recuperare.

Del resto le saggezza popolare afferma che chi sta bene non si muove 😀

 

LA TUA SITUAZIONE E’ SPESSO FONTE DI BENEFICI INASPETTATI.

Non sono impazzito.

Quando un risparmiatore va alla ricerca di soluzioni per recuperare le perdite subite sui mercati finanziari in realtà sta facendo quello che dovrebbe iniziare a fare qualsiasi investitore:

IMPARARE AD INVESTIRE BENE.

Non c’è nessuna differenza, a livello di strategia finanziaria, tra investire una somma che si trova sul conto corrente oppure mettere le mani su una posizione compromessa da investimenti errati che hanno causato delle perdite.

( Ci sono però dei particolari accorgimenti da adottare quando ci si occupa di prendere in mano un portafoglio in perdita ed aiutare l’investitore a recuperare. A livello operativo sono dettagli che fanno tutta la differenza di questo mondo) 😉

L’ OBIETTIVO DI OGNI INVESTITORE E’ GUADAGNARE IL PIU’ POSSIBILE RISCHIANDO IL MENO POSSIBILE.

Quindi, prima inizi a considerare il valore dei tuoi investimenti attuali come denaro contante e meglio è.

Eviterai di compromettere oltre la tua posizione e affidarti a personaggi senza scrupoli che aspettano solo te, e quelli che come te si trovano con perdite da recuperare, per propinare loro sistemi miracolosi che portano spesso al disastro finanziario.

Ovviamente è difficile uscire dalle trappole psicologiche che circondano l’investitore alla ricerca di “recupero” e di “rivalsa”

 

QUINDI NON ESISTE UNA SOLUZIONE DEDICATA AGLI INVESTITORI CHE HANNO NECESSITA’ DI RECUPERARE LE PERDITE NEGLI INVESTIMENTI?

Al contrario, la soluzione c’è. E vanta una notevole serie di successi pratici non indifferenti.
Ovviamente, come tutte le cose serie che mi è capitato di conoscere, richiede un certo sforzo e l’applicazione di un metodo professionale e dettagliato.
Per questo motivo abbiamo predisposto una metodologia scientifica ed estremamente pratica per assistere i risparmiatori che si trovino in questa delicata situazione.

Ti dico subito che se stai cercando:

– Miracolose tecniche di trading online
– Arricchimento rapido e senza rischi

– Sistemi motivazionali per accettare la tua situazione con “atteggiamento zen”

SEI NEL POSTO SBAGLIATO.

Lo scopo della nostra soluzione si basa invece su presupposti molto più pratici e meno commerciali.

In sostanza abbiamo creato una metodologia efficiente, attingendo dagli insegnamenti dei migliori investitori mondiali (investitori, non traders) e della mia personale esperienza ventennale nel settore, per gestire le posizioni in perdita.

Nel descrivertela voglio già darti degli spunti operativi per iniziare ad agire nella maniera corretta, in modo che quando avrai letto l’articolo avrai già degli spunti da mettere subito in pratica.

COME FUNZIONA IL NOSTRO METODO PER ASSISTERE I RISPARMIATORI CHE DEVONO RECUPERARE PERDITE IN BORSA:

– Analizziamo il portafoglio attuale ed il suo livello di rischio con parametri qualitativi e quantitativi
– Analizziamo la situazione attuale dei titoli e fondi in portafoglio
– Proponiamo al risparmiatore le modifiche da apportare per ottimizzare il portafoglio attuale
– Seguiamo il nuovo portafoglio in tempo reale con continuità

In cosa siamo diversi dagli altri:

➤ Rispetto per il portafoglio del cliente (il difetto nascosto della consulenza standard, leggi bene)

Quando chiami qualcuno a sistemare il tuo portafoglio dalle perdite che hai subito in borsa, normalmente accade che ti venga proposto di vendere in blocco tutto quello che hai acquistato e di sostituirlo con il loro portafoglio consigliato.

Ti sei mai chiesto perché?

La ragione è una questione di business.

La società di consulenza, specialmente se opera sul web, ha alcuni portafogli standard da proporre, in modo da limitare il più possibile i propri costi di ricerca e massimizzare i suoi profitti.

Sarebbe infatti un costo per loro entrare nel dettaglio di ogni tua singola posizione ( in utile o in perdita, non importa) ed analizzarla.

Al contrario noi riteniamo che assistere un risparmiatore, tanto più se deve recuperare una perdita o una minusvalenza, significhi anche valorizzare le scelte fatte, qualora corrette, e non buttare il bambino con l’acqua sporca.

➤ Efficienza nella gestione fiscale

La creazione di un portafoglio personalizzato è basata anche sull’ utilizzo della “leva fiscale”

E’ fondamentale infatti utilizzare le perdite che hai subito come credito di imposta per rendere la gestione più efficiente e performante.

La normativa fiscale non è semplicissima per un investitore fai da te, per questo è necessario applicare un metodo che consenta di utilizzare tutte le risorse a nostra disposizione per recuperare le perdite subite e produrre nuovi utili in modo efficiente.

Ok, La teoria è finita. Se hai apprezzato e compreso quanto hai letto fino ad ora puoi contattarmi ed approfondire il metodo che stiamo utilizzando con successo.

Ovviamente il primo contatto è GRATUITO ed è estremamente OPERATIVO. Una volta apprezzato il metodo e la sua completezza potrai decidere, in piena autonomia, SE acquistare un servizio personalizzato e, nel caso, valutare la versione più conveniente per la tua situazione e le tue capacità patrimoniali.

Ti aspetto!

Fabrizio Monge – Consulente Finanziario

 

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[PRONTO INTERVENTO CRISI BANCARIE]

✔ Regole di sopravvivenza

Dato che continuano ad arrivarmi messaggi privati su facebook e sul blog che mi chiedono se i loro risparmi presso #Montepaschi siano al sicuro, ho deciso di riassumere qua le basi della questione.

Sono regole valide per qualsiasi banca in difficoltà, non soltanto per l’istituto senese.

Ovviamente ci sarebbe da dire di più.

Ne ho scritto altrove e qua per brevità riassumo solo i punti chiave.

Se hai bisogno di informazioni più dettagliate ti serve una consulenza personalizzata e ti consiglio di fare un giro qua:

http://www.gestionecapitali.com/come-funziona-la-consulenz…/

IN BREVE:

Nell’ ipotesi di traversie finanziarie del tuo istituto di credito (Default, Bail in etc)

😒 Rientrano nel patrimonio della banca, e quindi sono aggredibili dai creditori della banca ( ovviamente con gradi di rischio diversi)

Detta un po’ diretta: RISCHI IL CULO

➧ Azioni della banca
➧ Obbligazioni della banca ( i “subordinati” saltano prima, le “senior” solo se i subordinati non sono sufficienti a tappare il buco)
➧ Conti correnti e depositi sopra i 100.000,00 ad intestatario e per singolo conto.

😊 Non rientrano nel patrimonio della banca, e quindi puoi rischiare al massimo un po’ di scomodità momentanea nelle operazioni di routine:

➧ I fondi comuni, le sicav, gli ETF
➧ I titoli di altre società depositati nel dossier titoli (ad esempio una obbligazione Enel o le azioni di Eni)
➧ I conti correnti sotto la soglia di 100.000,00 euro per depositante e per conto corrente.

L’ultima categoria è un po’ meno al sicuro delle altre perché è di per se un deposito che RIENTRA nel patrimonio aggredibile MA è tutelato da un apposito fondo.

Il fondo di tutela non è infinito, quindi è una sicurezza “così per dire”, sulla carta funziona, nei fatti è da provare.

➧ PS:

Se non sai cosa siano le obbligazioni subordinate e le obbligazioni senior ed hai più di 20 anni NON SEI MESSO BENE.

No, NON SONO TERMINI TECNICI per gli addetti ai lavori, sono parole di uso comune che QUALUNQUE persona abbia un minimo a cuore le proprie finanze dovrebbe conoscere.

No, non sono traducibili; come non è traducibile la parola TELEVISORE o TELEFONO CELLULARE. Su questo però vedo tutti molto ben informati.

Quindi se hai a cuore le tue finanze e vuoi farti un regalo fai un giro qua prima che sia tardi.

http://www.gestionecapitali.com/come-funziona-la-consulenz…/

➧ PPS:

Tutti liberi di copiare inoltrare o condividere se lo ritenete utile ed opportuno.

Con affetto. Buone feste

Fabrizio Monge – Consulente finanziario Consultinvest Investimenti Sim s.p.a.

difficoltà

I piani di accumulo – Meglio un fondo o un etf?

DOMANDA di un lettore del blog:

Buongiorno Sig. Fabrizio,
Mi piacerebbe andare piu’ a fondo del discorso Value Averaging
Le domande che vorrei porle sono le seguenti:
– E’ forse preferibile un pac con etf anziche fondo ?
– Come si puo’ intuire il timing d’acquisto (per il calcolo delle quote d’acquistare) piuttosto che quello di vendita (anche qui per il calcolo delle quote da vendere).
Forse mi viene da pensare che che per quanto riguarda l’acquisto si deve forse far riferimento ad un massimo recente ed in base alla percentuale di perdita entrare con un numero sempre maggiore di quote ?
Ma mi viene piu’ difficile capire per la vendita (anche per il fatto che come si puo’ fare a capire quando l’etf a raggiunto un massimo ed e’ il momento di vendere ?)
Grazie mille e Cordiali saluti.

RISPOSTA

Buongiorno.

La ringrazio per avermi scritto.

Provo a rispondere alle 3 domande, spero in modo esustivo.

Timing acquisto/vendita

Inizio dalle 2 domande in merito al timing di acquisto/vendita perchè mi consentono di introdurre la risposta in merito agli strumenti da utilizzare .

La formula del PAC, che è basato sulla logica del dollar cost average, è una strategia che consente di evitare, o quantomeno limitare, il problema del timing di acquisto.

La scelta di “diluire gli acquisti nel tempo” serve proprio a non doversi porre il problema di “quando comprare” dato che comprando in modo frazionato gli acquisti saranno AUTOMATICAMENTE concentrati nella fase di mercato in cui il nostro fondo, o etf, costa meno.

C’è anche un mio video online che spiega nel dettaglio le fasi dell’investimento.

In merito alla “vendita” si deve fare un discorso diverso.

I clienti che sono seguiti da noi in consulenza vengono accompagnati in questo processo .

Tra le altre cose valutiamo questi fattori:

FATTORI SOGGETTIVI:
– l’orizzonte temporale di investimento dell’investitore
– Il raggiungimento dell’ obiettivo di rendimento del cliente fissato ex ante (se l’obiettivo è raggiunto, inutile rimanere investiti, salvo nuovi obiettivi)

FATTORI OGGETTIVI :

-il mercato di riferimemto è diventato “costoso” secondo i nostri analisti ( elevato p/e , earning prospettici inferiori a quelli scontati dai mercati, fattori di rischio geopolitico)

Questi fattori crescono di importanza a mano a mano che si avvicina la scadenza dell’ obiettivo temporale. Prima infatti questi rischi vengono gestiti “in automatico” dal meccanismo.

 

Quale strumento utilizzare (fondo o etf)

In astratto, la tecnica del Dca, può essere utilizzata per qualsiasi strumento ( un fondo, un etf, un titolo azionario, una materia prima, come ad esempio oro o petrolio )

Il fondo è uno strumento “chiavi in mano” inquanto nelle spese di gestione è gia compreso anche il compenso per la consulenza (che il fondo retrocede al consulente)

Inoltre, molte case di investimento che utilizziamo nei nostri portafogli, consentono di attivare alcuni meccanismi automatici di ottimizzazione (ad esempio il raddoppio della quota investita qualora il mercato scenda al di sotto di una percentuale prefissata )

Per gli etf o le materie prime il discorso è diverso:

I nostri clienti che investono in etf ci “pagano” una parcella di consulenza periodica per svolgere i lavori di cui sopra, che nel caso del fondo sono remunerati direttamente dal fondo.

Questa modalità consente di ottenere alcuni vantaggi, che andrebbero approfonditi in una sede opportuna. A titolo di esempio questo tipo di consulenza consente al risparmiatore di poter continuare ad utilizzare il suo intermediario ( banca ) abituale, senza dover trasferire il denaro presso il nostro istituto.

Un’altra differenza consiste nel fatto che nel caso di un acquisto tramite etf non è possibile (a meno di particolari accordi con l’intermediario, di cui non sono a conoscenza) avviare un processo di acquisto automatico.

In pratica dovrà essere l’ investitore ad effetturare i singoli acquisti mese dopo mese .

Questa “discezionalità” a prima vista può sembrare un vantaggio. Se lo sta pensando, tenga presente che tutti gli studi fatti sulla materia nei casi concreti dimostrano esattamente il contrario. Ovvero l’automatismo ha battuto la discrezionalità degli acquisti nel 89% dei casi.

 

In via definitiva posso affermare che vi sono ragioni a favore del fondo ed altre a favore dell’ etf.

Se vuole può contattarmi direttamente al telefono (magari accordandosi prima per l’orario) per comprendere il Suo caso concreto ed illustrarle le linee guida del nostro processo di consulenza, sarei lieto di interloquire con Lei direttamente.

Spero comunque di averLe dato dei buoni spunti di riflessione e delle info utili.

In ogni caso gradirei un riscontro in merito alla sua opinione sulla qualità delle info che le ho fornito.

Le auguro una buona giornata e spero di setirLa /leggerla presto !


Fabrizio Monge
Consulente finanziario – Consultinvest Investimenti Sim s.p.a.

Via Cavallermaggiore,5 12030 Monasterolo di Savigliano (Cn)
Via Camperio,8 20122 Milano (Mi)

Mobile (+39) 346.010.958.9
Ufficio (+39) 0172.373.206
Skype fabrizio.monge

 

Il post non costituisce offerta di prodotti o servizi finanziari nè consulenza personalizzata di investimento inquanto, al momento della pubblicazione, non ci sono noti le caratteristiche dell’ investitore nè del lettore del post, i suoi obiettivi e la sua propensione al rischio. Il post è pubblicato a fini divulgativi e si diffida dall’ utilizzo non conforme a questa finalità.
In caso di interesse ad una consulenza personalizzata di investimento vi preghiamo di contattarci direttamente ai recapiti di cui sopra per valutare con voi le migliori soluzioni per le vostre specifiche esigenze. 

HAI UNA DOMANDA? Inviala al nostro staff utilizzando il modulo qua sotto!

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Investimenti sicuri nel 2016 – Come orientarsi.

Buongiorno Fabrizio.
Vorrei investire in modo sicuro un capitale di 340 mila euro che non ho necessità di spendere a breve. Investirei questo denaro in modo da proteggermi dall’ inflazione; non ho grosse pretese di rendimento ma ho assoluta necessità di sicurezza. Quali titoli a capitale garantito potrei acquistare?
Sono un lettore di gestionecapitali.com. Ho letto diversi suoi articoli e mi chiedevo se potesse aiutarmi.
Grazie. M.R. Fossano (CN)

Buongiorno e grazie per la domanda.

Mi trovo ad affrontare questo quesito molto spesso, in termini pù o meno simili. Da sempre i risparmiatori più prudenti hanno cercato soluzioni per un investimento garantito, sicuro e redditizio ma i termini della questione sono cambiati in modo radicale negli ultimi  10 anni.

Fino a qualche anno fa era possibile ottenere un rendimento sicuro senza possedere particolari competenze, ed  un investimento “sicuro” garantiva comunque delle discrete soddisfazioni, per lo meno in termini nominali.

Ho ancora in mente le affermazioni (più o meno vere) con cui sentivo vendere i titoli in banca, la scenetta si svolgeva in questo modo.

 

Operatore : “Se acquista questa obbligazione il suo capitale è al sicuro. Non c’è alcun rischio. Deve solo decidere di sottoscriverla; riceverà gli interessi ogni sei mesi e il suo capitale a scadenza”

Risparmiatore: “non c’è alcun rischio? Il capitale è garantito?”

Operatore: “Si, certo. Salvo che finisca il mondo! (risata) ma in quel caso non ci sarà più alcun bisogno di soldi (risata)”

Ora, questa affermazione, a volte utilizzata in modo improprio per rifilare qualche titolo di dubbia solidità a qualche ignaro risparmiatore, corrispondeva il più delle volte alla realtà dei fatti.

Esisteva la possibilità concreta di acquistare un titolo e mantenerlo fino a scadenza per garantire il capitale e ricevere una cedola periodica, preoccupandosi solo di riscuotere gli interessi.

A quei tempi nessuno si sarebbe mai sognato di fare una domanda come la Sua; tutti gli investitori erano impegnati a ricercare maggiori rendimenti. La sicurezza di un investimento prudente era data per scontata come il sorgere del sole o l’acqua che sgorga dal rubinetto di casa.

Male che vada lasciava i soldi sul conto corrente e non ci pensava più.

Torniamo al 2016.

Oggi, una domanda come la sua ha acquistato tutto un altro significato e qualsiasi risparmiatore di buon senso sa bene che non è affatto facile proteggere il proprio capitale.

La migliore arma a nostra disposizione è la conoscenza, quindi analizziamo i motivi principali di questo cambio di scenario.

– A) I tassi ai minimi storici
– B) L’aumento della tassazione
– C) La fine degli aiuti di stato a banche ed imprese in difficoltà

Oggi, 16 agosto 2016, un titolo di stato italiano a 5 anni rende il 0,21% annuo la lordo delle commissioni bancari e della tassazione.

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Anche ammettendo che un Titolo di Stato Italiano rappresenti un investimento assolutamente sicuro, da acquistare oggi e non monitorare per i prossimi 5 anni, il rendimento che se ne ricava è veramente esiguo.

Ma il quadro non è completo.

Un analogo titolo emesso dallo stato tedesco, considerato oggi il porto sicuro per eccellenza, ha un rendimento negativo. Esattamente il -0,52% annuo.

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Investo il denaro nel modo più sicuro possibile e mi ritrovo una perdita secca in conto capitale.

Quale soluzione?

In un contesto come quello attuale, la sicurezza e la protezione del capitale hanno cessato di essere un procedimento STATICO.

Detto in parole più semplici non è più sufficiente acquistare un titolo “sicuro” e mantenerlo fino a scadenza per ottenere un investimento garantito che produca rendimenti minimi accettabili.

La ricerca di sicurezza e protezione è diventato un procedimento DINAMICO, e lo sarà sempre di più nei prossimi anni.

Ovvero occorre gestire il proprio capitale in modo attivo, possibilmente con l’aiuto di professionisti specializzati, in modo da cogliere le opportunità e coprire i rischi con una attività continua di manutenzione e gestione del portafoglio di investimento.

Se vuole approfondire con me, sono a disposizione. Ma non posso darLe oggi un elenco di titoli da mantenere in portafoglio per 5 anni ed abbandonarLa al suo destino. Sarebbe una operazione del tutto inutile

Si tratterà piuttosto di iniziare un processo da sviluppare giorno dopo giorno per gestire in modo tempestivo i rischi che si presenteranno mano a mano, una attività che solo un professionista può avere il tempo e le competenze per portare avanti quotidianamente.

A titolo di esempio le riporto alcune informazioni su come viene svolto un processo di gestione professionale per generare rendimenti positivi in piena sicurezza.

 

  • Un ufficio studi si occupa di monitorare costantemente la situazione geopolitica mondiale per individuare le migliori opportunità ed i rischi da cui coprirsi.
  • Un team di analisti seleziona i titoli delle aziende e dei paesi più solidi su cui investire e provvede a sostituire quelli che non risultino più adatti o convenienti.
  • Un gruppo di gestori esperti provvede a coprire il portafoglio dai rischi che sorgono nel tempo, mediante l’utilizzo di strumenti difficilmente accessibili al privato come futures, opzioni, e strumenti assicurativi creati su misura.
  • Un consulente finanziario iscritto all’albo nazionale si occupa di adattare il Suo portafoglio nel tempo per conseguire i Suoi obiettivi.

 

A differenza di altre realtà, l’azienda con cui ho scelto di operare, è concentrata unicamente sul servizio di gestione di patrimoni in modo indipendente da gruppi finanziari ed industriali, senza distrazioni legate ad altri comparti dell’attività bancaria.

Abbiamo gli strumenti, le competenze e l’esperienza per farlo, ma il primo passo tocca Lei.

Nessun altro può decidere al posto suo di passare dal mondo dei dilettanti, che gironzola su internet o tra le banche in cerca della migliore offerta, verso il mondo della gestione professionale costante del suo patrimonio.

La protezione del patrimonio non consiste nell’ acquistare uno o più titoli giusti, bensì in un processo di gestione quotidiana e sta a Lei decidere di iniziare il cammino.

Con noi o con altri, ma evitando chi Le propone il prodotto magico.

Spero di sentirLa presto e di esserLe stato utile.

 

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