Una sfida alle case di gestione.

La pagina Facebook #frontieraefficiente è sempre fonte di spunti interessanti.

Vi riporto qua la discussione in oggetto per non dover riscrivere tutto, in modo che possiate anche vedere i commenti che verranno aggiunti successivamente.

 

Il punto che mi sta a cuore sostanzialmente è questo qua:

non da consulente, ma da investitore, condivido in pieno il ragionamento sugli strumenti passivi nel portafoglio core.

Vedo che molti degli strumenti attivi che vengono proposti come “best in class” sono semplicemente strumenti ad alto beta, e di conseguenza hanno tratto giovamento da un mercato rialzista. (vedi i MS di cui parlate nei commenti, che mi hanno dato grosse soddisfazioni)

Già immagino quelli che saranno portati in palmo di mano in una eventuale fase ribassista prolungata (quelli a basso beta, ovviamente) (Stable Equity di una nota casa nordica va come il lupo nelle fasi ribassiste)

Così però è troppo facile, questo metodo di valutazione “ex post” è molto utile a noi come consulenti per fare marketing, ma agli investitori (che siamo sempre noi, o alcuni di noi) serve a poco (salvo essere in grado di prevedere il futuro, ma le mie evidenze in tal senso non sono incoraggianti)

Troverei, sempre da investitore, molto utili degli strumenti attivi che si propongano l’obiettivo di creare convessità, invece di inseguire la performance. L’obiettivo di creare convessità è più realistico e controllabile di quello di battere il benchmark e oggi è presidiato quasi esclusivamente da prodotti che espongono a rischi di controparte importanti.

Fonte immagine: https://www.slideshare.net/OliverDamian/antifragile-how-to-thrive-in-extremistan
Fonte immagine: https://www.slideshare.net/OliverDamian/antifragile-how-to-thrive-in-extremistan

Per approfondire il concetto di convessità vi riporto un video di Nassim Nicholas Taleb (E’ in inglese ma riassume alcuni concetti presenti nel saggio “Antifragile” che consiglio a tutti e c’è anche in italiano)

Oggi ci sono pochi strumenti in tal senso (non li cito per non fare pubblicità) ma sarebbe un buon driver per portare valore aggiunto sia ai gestori che agli investitori.

Chissà che qualche casa di gestione legga e colga la sfida.

Fabrizio Monge.

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