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I soldi fanno la felicità?

 

Questa domanda non è per nulla piacevole per chi, come me, ha vissuto in una famiglia normale.

Sarebbe bello poter rispondere con un NO secco e affermare, con il viso sereno e disteso che la felicità deriva da tutt’altre cose. (La salute, l’amore, le meraviglie della natura, la pace nel mondo etc..)

Se da piccolo hai vissuto come me in una famiglia in cui non mancava nulla (per carità) ma dove ad ogni oggetto acquistato, ad ogni regalo di natale, ad ogni corso di studi corrispondeva sempre una congrua dose di ORE DI LAVORO di mio padre e ad una equivalente serie di SACRIFICI E RISPARMI di mia madre puoi capire bene quello che sto cercando di dire.

— Oltre a tutto questo si aggiunge il fatto che mio padre ha sempre lavorato in proprio, (“per conto suo”, come si dice dalle mie parti) e di conseguenza ogni euro guadagnato ha sempre fatto coppia con UN RISCHIO da sostenere.

Clienti che speravi puntuali nei pagamenti, lavori che dovevi fare i salti mortali per consegnare in tempo, il meteo di canale 5 alle 6,30 del mattino che decretava il corso della giornata. —–

Poi sono cresciuto ed ho intrapreso lo stesso percorso con la mia famiglia, anche se in un settore diverso.

La ruota ha continuato a girare come prima, solo un po’ più piano..

E non mi voglio lamentare, Dio mi scampi.

Ho una famiglia bellissima, un lavoro che mi piace, clienti che si fanno in quattro per ricompensarmi facendomi pubblicità gratuita, una famiglia di origine e un’altra acquisita che non ci hanno mai fatto mancare il sostegno morale e materiale le tante, troppe volte in cui ne abbiamo avuto bisogno.

Da parte mia non esiterò a fare altrettanto, né con loro né con i miei figli.

Ma i soldi fanno la felicità?

Se sei nato (come me) in una famiglia normale sai bene che non si può rispondere un no secco.

Disprezzare il denaro o relegarlo al fondo di una improbabile classifica dei valori più importanti per un uomo non è una opzione possibile.

E allora si, i soldi (non da soli) fanno la felicità eccome.

– Se usati bene
– Se accompagnati da altri valori irrinunciabili come la salute e la libertà
– Se guadagnati onestamente

Non cadrò nel tranello pauperista e in tutte quelle teorie su quanto sia bella e lodevole la miseria.

Questa gente che ti racconta quanto  “fosse meglio quando si stava peggio” NON SA NULLA DI TE e della tua vita.

Questa gente non sa cosa vuol dire tirare tardi la sera per chiudere un lavoro che ti permette di pagare le bollette ed avanzare qualcosa per fare un regalo ai figli.

Questa gente non sa quanto sia dura la battaglia quotidiana per strappare un pezzo di benessere alla routine delle spese quotidiane (FARSI IL CULO, come si dice da noi)

Ma non tutti i ricchi vivono così slegati dalla realtà, anzi.

In tutta franchezza posso dire di avere conosciuto persone benestanti, anche moto benestanti, che sanno dare il giusto valore alla ricchezza e al denaro.

QUANTO (E PIU’) DI TANTI “UOMINI MEDI”.

Sono tendenzialmente persone che hanno CREATO la loro ricchezza o che hanno dovuto LOTTARE per mantenerla.

Li rispetto profondamente. Hanno continuato a combattere anche dopo avere vinto mille match per KO.

Da loro c’è sempre da imparare moltissimo.

So bene che il denaro NON è un mezzo sufficiente per raggiungere una completa affermazione e realizzazione come individuo.

Ma questo non mi toglie dalla testa che una parte della felicità e della serenità di una famiglia derivi (in gran parte) dal BENESSERE ECONOMICO, dalla corretta amministrazione dei beni e soprattutto da una visione prudentemente positiva sulle proprie PROSPETTIVE (anche) FINANZIARIE.

Per questo sono orgoglioso del MIO MESTIERE.

Perché curare le finanze della gente non ha soltanto attinenza con i loro conti in banca; ma con il loro BENESSERE, le loro VITE e la loro FELICITA’


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