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Analisi mercati finanziari – Luglio 2016

Mercati a fine luglio 20161

 

Un mese all’insegna dei recuperi generalizzati.

Nel corso del mese di luglio abbiamo assistito ad un recupero generalizzato di quasi tutti i listini azionari, in particolare il mercato europeo, rappresentato nel grafico qua sopra dall’ Eurostoxx50 ha fondamentalmente recuperato le valutazioni segnate prima dell’ esito del referendum britannico che ha sancito l’uscita dall’ Unione Europea.

Le piazze asiatiche e in generale i paesi emergenti hanno beneficiato del clima più propenso a rimandare un rialzo dei tassi USA.

Più contrastato il mercato delle materie prime, con performances positive sul fronte dei metalli ed un nuovo brusco arretramento del prezzo del petrolio in calo del 14,6% nel corso del mese.

Sul fronte obbligazionario abbiamo continuato a vedere segni positivi sui principali titoli governativi, sia in Europa che negli Stati Uniti.

Il mese si è concluso con i risultati degli stress test sugli istituti bancari. Si tratta di una procedura che simula scenari “estremamente negativi” nell’ economia per valutare la solidità dei principali istituti bancari. In italia i dati hanno evidenziato la debolezza del Monte dei Paschi di Siena e la situzione non brillantissima di Unicredit, mentre è stata promossa a pieni voti la banca Intesa Sanpaolo.

Non è molto chiaro quanto siano significativi questi test, tuttavia l’evento ha rappresentato l’ennesima occasione per gli operatori di accendere un faro sulla complessa questione dei crediti deteriorati (tecnicamente denominati NPL – non performing loans).
Il capitolo é molto interessante alla luce della nuova normativa europea che limita l’intervento degli stati nel salvataggio delle banche in difficoltà aprendo la strada a possibili salvataggi interni per le banche meno solide (cd BAIL IN) che interesserebbe, oltre ovviamente agli azionisti, anche gli obbligazionisti (in prima istanza i sottoscrittori di obbligazioni subordinate) e in ultima analisi i correntisti.

A questo proposito è stato costituito il Fondo Atlante che dovrebbe fungere da rete di sicurezza per assicurare, in primo luogo (70%) il buon esito degli aumenti di capitale delle banche ed in secondo luogo intervenire sulle sofferenze bancarie meno garantite. Il fondo ha una dotazione di 5/6 miliardi di euro ed è finanziato in modo volontario dalle banche aderenti oltre alla cassa depositi e prestiti e dalle casse previdenziali private.

L’adesione della CDP e delle casse previdenziali ha destato molte polemiche, in una diatriba che ipotizziamo terrà banco sui mercati finanziari nei prossimi mesi.

Per qualsiasi informazione rimaniamo disponibili ai recapiti dello studio, via mail e al telefono.

Fabrizio Monge – Consulente finanziario Consultinvest Investimenti Sim Spa

Mail: fabrizio.monge@gmail.com – mobile: (+39) 346.010.958.9


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