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Cosa fare quando i mercati scendono ( e come ottenerne un profitto )

Domanda di C.T. di Torino : ” Buongiorno, forse farò una domanda banale ma Ti sarei grato se mi rispondessi comunque : Cosa devo fare quando i miei investimenti scendono ? Alcuni mi consigliano di vendere, altri di tenere duro.. Vorrei la tua opinione dato che seguo il tuo blog e le tue informazioni in passato si sono rivelate utili . Grazie “

Buongiorno e grazie a te per la domanda.

Su questo argomento, che a prima vista pare una domanda come tutte le altre, si potrebbe tranquillamente scrivere un trattato di qualche migliaio di pagine.

Sono convinto di non esagerare affatto, affermando che se un investitore imparasse a gestire le fasi di ribasso con metodo e disciplina, avrebbe appreso il 90% di quello che gli serve per investire con successo.

E’ un argomento che mi ha sempre affascinato dal punto di vista comportamentale: anche gli investitori più esperti e più propensi ad effettuare operazioni aggressive e spericolate, si trovano spesso a disagio quando si trovano a gestire un bel ” segno meno “; eppure, se utilizzate a dovere, le fasi di mercato in calo sono il vero motore delle performances di medio-lungo periodo.

Tieni presente che sto dando per scontato che tu abbia investito in modo coerente con la tua propensione al rischio e con il tuo orizzonte temporale, acquistando un asset che non abbia rischi di controparte ( se non sai di cosa parlo devi rimediare subito scrivendomi o telefonandomi, perchè il tuo patrimonio e il tuo benessere sono a rischio )

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Ovviamente, per complicare le cose, ci sono diverse scuole di pensiero in merito a questo argomento; io mi limiterò a dare la mia versione, che seguo con successo da diversi anni. Ho provato anche altre metodologie, come l’utilizzo degli stop-loss o delle tecniche di copertura ma non mi hanno dato risultati soddisfacenti.

Tieni presente anche un altro dettaglio: i miei clienti hanno dei portafogli di investimento che prevedono già di sfruttare i ribassi “ordinari” dei mercati in modo efficiente, in automatico, senza disporre ulteriori operazioni; quindi se hai investito in una gestione flessibile e hai un consulente e un gestore che ti seguono, probabilmente non devi far nulla perchè stanno già facendo tutto loro. In ogni caso chiamali per capire come si stanno muovendo.

Le fasi del metodo per gestire i ribassi. ( e vogerli a tuo favore )

1)Valutare l’ entità del calo.

Innanzitutto è opportuno valutare l’entità del calo del mercato, anche in relazione alla tipologia dell’ investimentoIn modo molto semplice un calo può essere definito tale, e richiedere un qualche tipo di intervento, solo se supera determinate soglie, ad esempio se abbiamo investito in un portafoglio prudente, mi attiverò se il calo supera il 5-6%; viceversa se il mio è un investimento aggressivo, inizierò a muovermi per cali che superino il 10 – 15%

2 ) Cosa Fare?

Se hai costruito un portafoglio di investimento ben strutturato e diversificato,il mio consiglio è quello di aprofittare del calo del mercato per ribilanciare il portafoglio. Questo comporta, se hai a disposizione della liquidità, di utilizzarla per riacquistare ad un prezzo inferiore l’investimento il cui valore è sceso, viceversa, se non hai nuova liquidità da investire, puoi ribilanciare il portafoglio utilizzando i guadagni di un settore che ha guadagnato.

In questo modo faccio esattamente la cosa che farebbe qualsiasi commerciante con la propria merce: vendo quella che mi viene pagata bene e nel contempo approfitto dei prezzi bassi di un’ altra merce per ampliare il magazzino.

3)Quando non è necessario.

Nelle gestioni e nei fondi di Asset allocation, normalmente questo processo di ribilanciamento viene effettuato in automatico dalla società di gestione.

E’ una prassi che comporta alcuni vantaggi (di tipo fiscale) e svantaggi (di tipo comportamentale)

 

Articolo di Fabrizio Monge, Consulente di Consultinvest Investimenti Sim spa – Piemonte – Italia.

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2 thoughts on “Cosa fare quando i mercati scendono ( e come ottenerne un profitto )

  1. Gestire i ribassi negli investimenti è la parte fondamentale. Si potrebbe coprire il rischio con derivati short, il problema è che facendo in questo modo si rischia di perdere doppiamente, nel caso in cui la copertura sia attuata nel momento sbagliato.
    Insomma bisognerebbe sottolineare sempre che investire non è i rischi sono veramente alti.

    1. Grazie per le giuste osservazioni.

      In realtà la parte di cui parla Lei va fatta prima, in primo luogo adottando un profilo di rischio che sia consono alle mie esigenze di risparmiatore, ed in secondo luogo adottando tecniche di gestione del rischio che sono in parte da ascrivere al lavoro dei gestori ( coperture, cds, opzioni etc ) ed in parte al consulente ( decorrelazioni, diversificazione, averaging etc )

      In questo articolo rispondo ad un risparmiatore che mi chiede cosa fare della sua “bella” perdita attuale, già verificatasi, quindi siamo purtroppo già oltre alla fase di cui sopra.

      Ritengo che in questi casi ( che sono tappe obbligate nel percorso di un investitore, in parte prevenibili ma mai completamente evitabili ), se il portafoglio è tarato sull’ orizzonte temporale corretto e con il giusto profilo di rischio, la cosa più importante sia mantenere un atteggiamento razionale e non cedere al panico che è sempre in agguato.

      A tal proposito ritengo che il consulente possa far molto soprattutto se ha illustrato al cliente in anticipo i drawdown potenziali dell’ investimento; solo in questo caso infatti il risparmiatore potrà avere un approccio razionale alla emotività dei mercati.

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