TASSa

Aumento tassazione al 26% – Come mi devo comportare?

Domanda di un nostro lettore:
Cosa cambia con l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie al 26% e come ci si deve comportare per ridurre al minimo l’impatto della nuova tassazione?

Risposta di Fabrizio Monge – Promotore Finanziario Consultinvest Investimenti Sim

 

Dal 1 luglio 2014 in ottemperanza del Decreto Legge 24 aprile 2014 n.66 Articoli 3 e 4 la tassa sulle rendite finanziarie, nome bizzarro che significa ” tasse sugli utili ottenuti dai vostri risparmi” passa dal 20% al 26%

Rimangono fuori dall’ aumento tutti quei titoli degli stati appartenenti alla white list che erano tassati al 12,5% e che rimangono tali.

L’obiettivo del tartassato risparmiatore italiano sarebbe quello di evitare di pagare il 26% sugli utili maturati prima del 1 luglio 2014.

Immaginiamo di avere un fondo o un titolo che ad oggi , 20 giugno, è in utile di 2500€ . Nel caso io venda il titolo dopo il 1 luglio 2014 rischierei di pagare il 26% anche sui profitti ottenuti fino ad oggi .

Diverse tipologie di investimento – Diversa normativa.

 

Titoli di Stato Italia e White List

 

Per chi ha investito in titoli di stato Italiani o dei paesi inclusi nella White List, nulla cambia: Le plusvalenze continueranno ad essere tassate nella misura del 12,5%

 

Fondi di investimento

 

Per i fondi comuni, sia italiani che esteri Infatti la norma stabilisce una sorta di “affrancamento automatico”. In sede di disinvestimento, si applicherà , sugli utili riferibili a valori maturati fino al 30 giugno 2014 l’aliquota al 20%.L’aliquota nella misura del 26% verrà applicata sui proventi riferibili a periodi successivi al 1° luglio 2014.

L’investitore che ha acquistato Fondi comuni, quindi, non deve far nulla.

 

Titoli in risparmio amministrato ( Azioni, Bond Corporate e Bancari)

 

 

Questo automatismo non si applica per le attività finanziarie in regime amministrato ( azioni, obbligazioni Bancarie, Corporate etc..) per le quali è previsto che possa essere richiesta la procedura di affrancamento.

In Questo caso valgono alcune considerazioni:

 

-L’affrancamento può essere conveniente per chi abbia ottenuto delle plusvalenze, non ancora realizzate ( Titoli in portafoglio non ancora venduti) e voglia evitare di pagare il 26% .

 

-In linea di massima l’operazione è generalmente svantaggiosa per chi abbia in portafoglio delle minusvalenze.

 

-E’ da considerare che l’affrancamento deve essere richiesto per l’intero portafoglio, non per i singoli titoli o posizioni.

 

Per richiedere ulteriori informazioni mi potete contattare via mail fabrizio.monge@gmail.com oppure chiamandomi telefonicamente al 346.010.958.9.

 

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Fabrizio Monge – Promotore Finanziario – Consultinvest Investimenti Sim


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